La manifestazione, nata nel 1983, ha lo scopo di promuovere la nocciola, prodotto tipico locale, e di incentivare il recupero dei terreni agricole abbandonati attraverso la corilicoltura. Nel corso degli anni la sagra è stata progressivamente ampliata con varie iniziative e oggi si svolge nel cor...
Per valorizzare la patata della montagna condovese, a partire dall'agosto 2000 viene organizzata una sagra che ha altresì l’obiettivo di promuovere il territorio. Oltre alla mostra mercato di prodotti tipici (mele, tome, vini, ecc.) e di artigianato, il programma prevede nel corso della giorn...
Questa sagra si svolge nella prima settimana di settembre (dal giovedì alla domenica) ed è la più famosa di Recetto tra le sagre di prodotti tipici. La spalla alla Recettese è sicuramente un cibo della tradizione contadina che non trova riscontri quantomeno nella cucina dei paesi circostanti ...
La manifestazione vuole ricordare uno dei più tradizionali lavori contadini estivi, quello della trebbiatura, che in passato occupava molte persone per più giorni. Il programma prevede alle ore 11 la sfilata dei trattori d’epoca, che partendo da piazza Ballario raggiungono il campo dove nel pomer...
La manifestazione, nata nel 1991, intende far conoscere e valorizzare la zucca, ortaggio tradizionalmente coltivato nella zona e al quale è anche dedicata una mostra permanente. In occasione della sagra, lungo la piazza centrale e le vie di Piozzo vengono esposte su antichi carri agricoli e in a...
La sagra nacque nel 1967 per far conoscere la produzione di ciliegie, che all’epoca rivestiva importanza rilevante nell’economia agricola di Garbagna e della Val Grue. Nella vallata venivano coltivate, in particolare, le varietà pistoiese, grisona e, soprattutto, la Bella di Garbagna. Nel mese di...
Intervistato nel 2008, Salvatore Caputo, classe 1945, immigrato a Volvera dalla Puglia, racconta il proprio inserimento all’interno della nuova comunità a partire dalla festa di leva in occasione dei vent’anni (1955). Segue poi il racconto delle successive esperienze lavorative e professionali: d...
Il giorno in cui ricorre la festa di Santa Barbara, i minatori sono esentati dal lavoro essendo la Santa loro prottetrice. Per tradizione in questa occasione le famiglie si organizzano per i festeggiamenti, invitando parenti e amici per condividere, oltre alla messa con rito cattolico, anche il p...
Santina Ricca, classe 1946, lavora come cuoca dal 1967 presso la trattoria Mollo a Torresina, un piccolo paese dell’Alta Langa. Prima con la suocera e adesso con la nuora prepara i piatti della tradizione piemontese, “alla buona” come lei stessa dice. I piatti principali sono il fritto misto, i r...
La "Cannaiola" è un vino eccellente, da pasto e da dessert. Negli ultimi anni questo vino ha fatto un grande passo in avanti per quanto riguarda la qualità, anche se a Marta sono nati diversi conflitti tra soggetti diversi in seguito alla valorizzazione di questo vino. La "Cannaiola" è un vino al...
La tecnica di preparazione del piatto prevede l'acqua del lago e diversi tipi di pesce (tinca, luccio, anguilla, coregone). Il modo di tradizionale di preparazione del piatto è nel "pignatto" vicino al fuoco (e non sul fuoco) sulla sabbia del lago. Si mettono a rosolare gli ingredienti e si mett...
Il 16 luglio onoro la Madonna preparando un pranzo festivo familiare, costituito da un timballo e dalla "callarèdde". Per primo cucino un formato di pasta specifico, gli ziti, che adagio con cura, in tutta la loro lunghezza, nel tegame, dopo averli cosparsi di uovo e sugo, quindi li farcisco con ...
"Scafata" e "minestra di fave" sono due piatti tradizionali dell'area bolsenese. La "scafata", piatto a base di fave in umido, era ed è consumato spesso a pranzo perché è asciutto. La "minestra di fave" è invece consumata a cena perché è una minestra. La "scafata" è fatta con cipolla, pancetta,...
In occasione dei festeggiamenti ci si rivolgeva a cuoche che, in casa dello sposo oppure della sposa, si occupavano di preparare il pranzo nuziale a base di ragù misto (pecora e maiale) con "mezzi ziti", un tipo di pasta. L'agnello o il capretto da latte che ogni famiglia di origine contadina all...
Il pranzo festivo della tradizione contadina di Orsara di Puglia è costituito da alcuni piatti emblematici, che connotano le principali ricorrenze dell'anno. Il menù più tipico è composto da pasta al forno o solo al sugo e da carne di agnello con finocchietti selvatici e/o patate. Un primo e un s...
"Carnevale con le sue mascherate (raffiguranti giullari, o meglio buffoni, frati, ecc...). Degan di menzione é la 'sepoltura' che viene fatta al carnevale, o almeno veniva fatta anni fa. Gruppi di giovani o anche uomini attempati /.../ si trovano, alla mattina dl mercoledì abbastanza amici di Bac...
Il Carnevale d'Ivrea trae origine dalle feste che fin dal XVI secolo venivano organizzate nei rioni della città (rappresentati dalle parrocchie di San Maurizio, San Lorenzo, Sant'Ulderico, San Salvatore e San Grato), per iniziativa degli Abbà, giovanotti scapestrati che assumevano scherzosamente ...
Nella frazione Tina vi era l’usanza “negli ultimi giorni di Carrnevale, di tagliare la testa a un gallo o meglio ad un pollo d’India, costume antico, ma un po’ barbaro. Il povero volatile si appende vivo per le gambe ad un corda che attraversa la via principale; ed i giovani passano sotto di gran...
Durante il Carnevale “tre galli venivano interrati, ma la testa era tenuta fuori sostenuta da una forcella di legno. Si bendavano gli occhi, si contavano venti passi, in seguito il concorrente armato di una sciabola doveva colpire il povero animale. Si ci riusciva era nominato ‘galletto della fra...
La gara di ‘tajé la testa al pito’ si svolgeva d’inverno, quando si preparava la ‘lesa’: “Il ‘pito’ defunto veniva appeso in un tratto in cui i ‘lesèt’ viaggiavano a folle velocità, per cui coordinare la mira non era impresa da poco, tra il divertimento del pubblico. Altre edizioni furono tent...