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Saperi sulle preparazioni alimentari nei banchetti nuziali

In occasione dei festeggiamenti ci si rivolgeva a cuoche che, in casa dello sposo oppure della sposa, si occupavano di preparare il pranzo nuziale a base di ragù misto (pecora e maiale) con "mezzi ziti", un tipo di pasta. L'agnello o il capretto da latte che ogni famiglia di origine contadina allevava, veniva ucciso e offerto agli invitati sia arrostito sulla "fornacella" sia al forno con o senza patate. Subito dopo il rito agli invitati si offrivano fette di pane fatto in casa con ripieno di prosciutto e provolone; dolci di pasta di mandorla e ciambelle o "paste quatte ove a chile", oppure i tradizionali "occhi di santa Lucia", il "quartino" (un gelato), o, in alternativa, veniva prodotto in casa il torrone. Al termine del festeggiamento si donava agli invitati un vassoio contenente dolci dello stesso tipo.

Osservazioni
L’informatrice ricorda e racconta il suo matrimonio celebrato nel 1947, in una vecchia sala cinematografica di Palo spesso adibita a banchetti e ricevimenti (in cui era possibile mettere in circolo diverse file di sedie per gli invitati), e descrive riti e tradizioni delle feste nuziali paesane a quei tempi. In occasione del matrimonio della signora fu realizzata anche la torta nuziale decorata con il tradizionale geleppe, la glassa di zucchero molto usata nella pasticceria in Puglia. La signora ricorda anche che in occasione del matrimonio di un componente di una famiglia poco abbiente sua vicina di casa, sua madre preparò dei cavatelli che avrebbe distribuito agli invitati, mentre la padrona di casa preparava i ceci; ciò a riprova della consuetudine di rivolgersi anche a persone esterne (vicini o cuoche del paese) per la preparazione del banchetto nuziale.
Palo del Colle (BA), Italia
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