Nella frazione Valle veniva festeggiato, la prima domenica di Quaresima, “il Carnevalone, con maschere, corteo a cavallo, musica e altri divertimenti” (Samarotto, Ferrando, 1993, p. 115).
Le origini del Carnevale chivassese risalgono al XIV secolo, e si legano alla figura dell'Abbà a capo della Confraternita o Società degli Stolti. Per coprire le spese dei propri divertimenti, la compagine di buontemponi ricorreva allegramente all'imposizione di tasse e balzelli tra i più curiosi,...
Le feste ed i riti del Carnevale costituiscono l'occasione nella quale le pulsioni ancestrali più profonde della civilt? agropastorale del Meridione emergono in tutta la loro spettacolarit?. Non c'è comunit? nella quale non si rinnovino le tradizioni che mutano da paese a paese, mantenendo per? ...
Dal 2010 viene rievocato, nel periodo quaresimale, il rituale di cantar le uova. Lungo il percorso che attraversa corso Libertà, via Filipetti, via Giovanni XXIII°, le piazze Zoppa, Cavour e Repubblica, con arrivo in piazza Aosta, un gruppo folkloristico ripropone musiche e ballate della tradi...
Caterina Bo è nata nel 1934 all’interno dell’Agenzia di Pollenzo. Il padre di Caterina era infatti l’autista del direttore dell’Agenzia, il complesso architettonico realizzato da Carlo Alberto fra 1838 e 1843 a Pollenzo, un antico borgo di origine romana posto a ridosso del fiume Tanaro, nella ...
Il Carnevale coazzese si svolge in piena Quaresima e conclude il lungo periodo di festeggiamenti nei comuni della Val Sangone. Nel pomeriggio si svolge la sfilata che parte da piazza della Vittoria, percorre viale Italia e termina in piazza 1° Maggio (piazza delle scuole). Viene aperta dalle majo...
Fino agli anni Quaranta in ogni borgata del paese la prima domenica di Quaresima bruciava, in segno propiziatorio per i raccolti, un grosso cumulo di sterpi, formato dai residui delle potature e pulizie dei campi, con alla sommità la “veja” (la vecchia), un fantoccio vestito con stracci. Il mod...
La preparazione del polentone avviene ad opera di circa una dozzina di cuochi e aiutanti: la farina viene setacciata e versata a poco a poco in un grande paiolo, dove viene energicamente rimestata con l'aiuto di diversi mestoli in legno durante la cottura. Al termine il contenuto viene versato su...
“La festa di san Giuseppe inizia con una novena, e culmina con la messa mattutina e la benedizione pomeridiana. Durante il periodo della festa la chiesa è illuminata esternamente. Un tempo la festa era l’occasione per la prima uscita primaverile dei poirinesi, i quali si recavano compatti per as...
“Al giovedì di metà Quaresima, secondo il voto del 1630, si celebrava la festa votiva di San Rocco. Dalla chiesa parrocchiale partiva la processione per la cappella delle Mannes e vi intervenivano il sindaco e i consiglieri, reggendo ognuno un grosso cero. Oggi la festa di celebra ancora a metà Q...
"Nel Carnevale, come dappertutto, ballano, si mascherano vestendosi in costume. Le donne vestono una gonna di panno nero, fatta a mo' di sacco, con scialli e grembiali di seta a vivaci colori, con la cuffia bianca, guernita di trine e nastri a più colori; gli uomini indossano generalmente calzon...
"A Bra, funerali del Carnevale e avvento della Quaresima. La Quaresima su una barella - il fondo con due zoccoli inchiodati - lenzuolo funebre. Denti di rospo orribili - testa infarinata. La Quaresima: due persone ai capi di una scala (o barella) coperta di lenzuolo - uno mostra la testa infarin...
Gino Scarsi, classe 1948, è l'erede di una famiglia di maniscalchi legata profondamente al mondo dei cercatori di tartufo. Scarsi infatti è l'artigiano produttore dei zappini da tartufo: equipaggiamento fondamentale per la cerca.Scarsi nell'intervista descrive le caratteristiche dell'uso e della...
La Giostra del Pitu (tacchino) è un antico rito contadino che vuole rappresentare la purificazione e l’allontanamento del male: "In essa si perpetua, come in molte tradizioni folkloristiche del mondo, la figura del capro espiatorio (nel nostro caso: il pitu), la cui simbolica uccisione diventa i...
I festeggiamenti carnevaleschi, programmati la prima domenica di Quaresima, vogliono rappresentare un’occasione per promuovere i prodotti enogastronomici locali, i ravioli e la barbera, richiamati nel sottotitolo della manifestazione. Nel pomeriggio è in programma nelle vie del paese la sfilat...
I festeggiamenti del Grande Carnevale, nato, nell’attuale formula, nel 1985, si svolgono in avanzata Quaresima. Il sabato sera dal balcone del municipio vengono presentati i personaggi storici del conte Lasbianca e della Bela Saulera. Seguono la distribuzione di vin brulé, la fiaccolata per le v...
Martedì grasso si svolgeva il rituale dei Magnin (gli stagnari), “uomini travestiti con mantelle e stracci, i volti anneriti che si aggiravano cantando canzoni popolari al suono della fisarmonica” (Nicoletti, 2004-2005). Alla sera la festa di concludeva con le danze e la cena: “si poteva ballare ...
"In certi paesi della Langhe, per esempio a Novello, Monforte, ecc... - il questuante si presenta vestito da frate. E se c'è un cane da guardia slegato farà i conti con lui - questo a Carnevale - altrove in Quaresima..." (Milano, 2005, p. 144 e seguenti). (Testo del canto p. 144 - altro testo p. ...
"In certi paesi della Langhe, per esempio a Novello, Monforte, ecc... - il questuante si presenta vestito da frate. E se c'è un cane da guardia slegato farà i conti con lui - questo a Carnevale - altrove in Qiuaresima..." (Milano, 2005, p. 144 e seguenti). "Ultima settimana di Quaresima: racco...
Durante il Carnevale del 1989, la gente di Villar si è mascherata per due domeniche successive, il 5 e il 12 di febbraio; in passato, tradizionalmente festeggiava l'ulti-ma domenica che precede la Quaresima e il martedì grasso. Un gruppo di persone mascherate, agli ordini del comandante della com...