Feste popolari
Falò di Carnevale
Fino agli anni Quaranta in ogni borgata del paese la prima domenica di Quaresima bruciava, in segno propiziatorio per i raccolti, un grosso cumulo di sterpi, formato dai residui delle potature e pulizie dei campi, con alla sommità la “veja” (la vecchia), un fantoccio vestito con stracci.
Il modo come ardeva il falò, più o meno velocemente, veniva interpretato come segnale dell’andamento dell’annata agraria.
Ogni borgata doveva difendere la catasta di sterpi fino alla prima domenica di Quaresima dalle incursioni degli altri borghigiani, desiderosi di farne un rogo prima del giorno previsto.
La tradizione del falò, progressivamente declinata nel secondo dopoguerra, è stata ripresa a metà degli anni Sessanta, anticipando la festa al primo sabato di quaresima.