Dopo un lauto pranzo presso un ristorante sulle rive del lago di Bolsena, i tre battezzandi che devono entrare ufficialmente nella "Fratellanza del Purgatorio" si alzano dalle sedie incitati dagli altri "fratelli" in un'atmosfera scherzosa e si dirigono verso le rive del lago. Qui viene collocata...
Tra la sera precedente e l'alba del "Pranzo" una parte della "Fratellanza" si occupa di sbucciare e tagliare aglio, prezzemolo, cipolla, sedano, ecc., tutti ingredienti quindi tritati con delle macchine apposite, per preparare un ricco soffritto cui poi verranno aggiunte le interiora, le uova di ...
I piatti del "Pranzo del Purgatorio" vengono tramandati, in maniera abbastanza riservata, di generazione in generazione tra i confratelli. Vengono cucinati e preparati in porzioni per 4 persone, che poi sulla tavola si divideranno il contenuto. Il menù è lo stesso da sempre: fagioli in bianco con...
Andrea Battaglini, intervistato durante un viaggio didattico nel maggio 2016, racconta brevemente la storia del Frantoio oleario Bolsena Battaglini. Fondata nel 1935 dal nonno Nazzareno ha subito diversi ammodernamenti sempre con una particolare attenzione all'impatto ecologico de...
Tramontana de bon core o tre o sei o nove, tramontana de notte dura un piatto de fave cotte.
Si articola in varie sezioni. Di interesse antropologico quelle dedicate all'ecologia lacustre, alle tradizioni popolari e al dialetto.
Dammi ascolto o nobile cacciatore // giunta è l'ora tu cambi programma //diventa come me un pescatore // che io pescavo in seno alla mia mamma //. Al lago ce starei ventiquattr'ore // dalla passione il petto me se 'nfiamma // ma quanno torno dalla pesca a cena // quardo la mia cestina è sempre pi...
Omo che pjie moje te ne pente // sei segnato sul libro de le guai // gode tre giorni poi triboli sempre // Mettete il basto che la soma ll'hai //. Le donne so' di razza mal creata // non sanno fa' l'affari de famijia // Quello che il padre produce all'istate // la moje sciupa tutto co' la fija //...
Il pescatore è sulla barca vicino a riva e sta posizionando l'artavello. Dopo aver fissato a riva un'estremità della rete, la longarina, inizia a gettarla in acqua, mentre si allontana lentamente dalla riva, navigando a motore basso e aiutandosi con il remo. Passa quindi a lanciare in acqua le al...
L'esecutrice prepara la marinatura dei filetti e spiega l'esecuzione della salsa verde per condire i filetti. L'esecutrice versa 60 grammi di sale e 1 litro di aceto in una bacinella; poi pesa i filetti di coregone su una bilancia; li lava e li mette nella bacinella con sale e aceto. L'esecutrice...
La prima esecutrice inizia la preparazione mettendo nella pentola vuota cipolla tagliata in pezzi, mentuccia legata a rametto, aglio, pepe, olio, sale, peperoncino. Taglia le patate e le mette in pezzi nella pentola insieme alla tinca, budella di tinca, e agli altri pesci tagliati in "rocchi" (lu...
Gli esecutori, due donne e due uomini, pescatori, collocano gli ingredienti della zuppa nel "pignatto" di terracotta (patate, cipolla, mentuccia, concentrato di pomodoro, peperoncino, "rocchi" di pesce di lago - tinca, luccio, coregone); i due uomini fanno il fuoco sulla spiaggia e vi collocano v...
La "collazione di Pasqua" era una abitudine alimentare molto radicata nell'area bolsenese, e ancora oggi praticata. La mattina di Pasqua, dopo la Messa delle 8, "a collazione", verso le 9/9.30 di mattina si mangiava tutti insieme in famiglia un pasto che veniva preparato ritualmente per la S. Pas...
In passato sul lago di Bolsena il pesce di lago veniva mangiato "al naturale", cotto direttamente sul fuoco, con sale e pane. Veniva conservato nelle cassette di legno anziché nella plastica come oggi; per conservarlo il pescatore ci metteva sopra un letto di felci per fargli da ombra. Il lago di...
La "sbroscia" è un'"acquacotta" di pesci di lago che rappresentava la base dell'alimentazione dei pescatori intorno al lago di Bolsena. Si prepara con la tinca, il luccio, il coregone, l'anguilla, la mentuccia e le patate. In passato veniva fatta dai pescatori sulle rive del lago e veniva mangiat...
La tecnica di preparazione del piatto prevede l'acqua del lago e diversi tipi di pesce (tinca, luccio, anguilla, coregone). Il modo di tradizionale di preparazione del piatto è nel "pignatto" vicino al fuoco (e non sul fuoco) sulla sabbia del lago. Si mettono a rosolare gli ingredienti e si mett...
La vita e il lavoro dei pastori intorno al lago di Bolsena e la loro alimentazione erano legati in passato a numerosi oggetti di lavoro e di vita quotidiana. Tra questi oggetti abbiamo: le "scodelle" per mangiare, "il pignatto" per cuocere "l'acquacotta", gli oggetti di lavoro del pastore, sgabe...
I "maccheroni co' le noci" vengono preparati come dolce di Natale nell'area bolsenese e viterbese. Il piatto si prepara tritando i gherigli di noci, che vengono mescolati a pezzi tritati di cioccolato fondente, alla cannella e allo zucchero. A questo composto si aggiungono dei maccheroni, tipo ri...
Nel lago di Bolsena i pesci commerciabili sono il coregone, la tinca, il luccio, il persico reale, l'anguilla, il persico trota (o blackbus) e il lattarino. La "lasca", che esiste nel lago, non è invece commerciabile. Il pesce più pregiato dal punto di vista della qualità della carne è il persico...
"Scafata" e "minestra di fave" sono due piatti tradizionali dell'area bolsenese. La "scafata", piatto a base di fave in umido, era ed è consumato spesso a pranzo perché è asciutto. La "minestra di fave" è invece consumata a cena perché è una minestra. La "scafata" è fatta con cipolla, pancetta,...