Questo sito utilizza cookie tecnici per il tracciamento anonimo degli accessi. Utilizzando i servizi di questo sito accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Saperi relativi alle abitudini alimentari e alla vita di pastori e contadini intorno al lago di Bolsena

La vita e il lavoro dei pastori intorno al lago di Bolsena e la loro alimentazione erano legati in passato a numerosi oggetti di lavoro e di vita quotidiana. Tra questi oggetti abbiamo: le "scodelle" per mangiare, "il pignatto" per cuocere "l'acquacotta", gli oggetti di lavoro del pastore, sgabelli, oggetti per il formaggio e la ricotta, "le tavuline", "i banchetti", "le fuscelletti", "il mistico", "i pirozzi", "il lavamano", "la padelletta", "il pestatale", "il campano", "il ronchetto", "la mescola" per le verdure, "il mescolo" per "lo scaciato", "il callaretto" per "l'acquacotta", "lo sgommero", la tavola "pe' batte l'onto", "la callara", "l'ombrella", "il capagnoletto" per mantenere il caglio, e ancora oggetti di lavoro del contadino: "le forche de' legno" per la raccolta del grano, il rastrello, la pala, gli aratri, "l'aratro a chiodo", "il forchettone", "il giogo da serta", "la servetta", "le gregne". Ogni oggetto aveva usi e funzioni specifici in relazione alle abitudini alimentari e alla vita quotidiana dei pastori e dei contadini, alla vita familiare e alla devozione per la Madonna SS. del Monte. Nella preparazione di cibo differenze significative esistevano tra uomini e donne. Mentre il pastore uomo era in passato più familiare nella cottura dei cibi all'aperto, con il fuoco "brado", la donna cucinava sempre con il fuoco "domestico", cioè nelle mura domestiche e mai all'aperto.

Osservazioni
L'intervistato è un pastore la cui famiglia, martana da 7 generazioni, come ci tiene a sottolineare, ha sempre lavorato nella pastorizia e con i buoi. Il nonno era, infatti, bifolco ed era noto a Marta perché fu l'ultimo a tirare il solco dritto per la Madonna del Monte nel 1935. L'attività di allevamento portata avanti dall'intervistato è di tipo familiare; l'uomo è aiutato dai due figli e le loro rispettive famiglie. Lavorano nell'azienda uomini e donne alla pari, anche se la donna - ammette l'intervistato - che pure svolge gli stessi lavori maschili, lavora di più dell'uomo. L'intervistato ha una fortissima devozione per la Madonna SS. del Monte; ha disseminato i suoi numerosi oggetti "d'affezione" della vita del pastore" in quattro grandi magazzini, appendendoli alle pareti, in ciascuno dei quali troneggia in bella vista una grande immagine della Madonna del Monte adornata di addobbi vegetali. Più volte durante l'intervista l'uomo si emoziona nel ricordare episodi di vita del nonno e nel parlare della sua devozione per la Madonna. Partecipa fin da piccolo alla festa con un carro dedicato alla pastorizia. Per l'occasione ha infatti riprodotto un modello di capanna del pastore (ridotta di due terzi rispetto all'originale), al cui interno ha collocato numerosi oggetti di lavoro e di vita quotidiana del pastore. Di fronte alla domanda della rilevatrice che lo stimolava a riflettere sulla possibilità di realizzare un museo con tutti i suoi oggetti, risponde dicendo che non può farlo perché gli oggetti servono tutti a lui per le passate.
Marta (VT), Italia
Geolocalizzazione: