La festa vuole ricordare alcuni episodi che legano storicamente il paese a Napoleone Bonaparte. Il 24 aprile 1796, dopo l’occupazione di Benevagienna, il generale francese sostò nei pressi di Narzole, cenando e pernottando in un’osteria del luogo. Durante l’occupazione francese, le azioni dei b...
La presenza in località Lovisoni, nella frazione Callianetto, del Ciabot (casa) di Gianduja, ove secondo la tradizione ha avuto origine la maschera torinese, ha spinto ad organizzare una manifestazione che dà ufficialmente il via al Carnevale in Piemonte. Il sabato nel Castello sono previsti spet...
A conclusione dell’annata agraria, presso la piccola chiesa della frazione di Monterosso Cavalleri, la seconda domenica di novembre, viene tradizionalmente celebrata la messa in segno di ringraziamento per i prodotti della terra e la conclusione della vendemmia (la vite rappresenta da sempre la p...
Intervistato nel 2012, Giuseppe Falchero, classe 1924, diplomato in ragioneria, racconta un'infanzia di miseria e difficoltà vissuta a Pollone, un piccolo paese della collina Biellese la cui economia rurarle era sostenuta dalla coltura di castagni e pastorizia. Giuseppe Falchero è stato uno dei t...
Intervistato nel 2007, Giuseppe Flesia, classe 1949, è stato operaio e per i Granai della Memoria racconta e presenta frammenti delle tradizioni di Ostana e delle Alpi occitane.Partendo dal racconto della sua infanzia e del lavoro in fabbrica a Settimo Torinese, racconta la sua nostalgia verso la...
Il Carnevale veniva festeggiato una domenica pomeriggio con la distribuzione di polenta con salciccia, bugie e vino, giochi per i bambini e intrattenimenti musicali.
I festeggiamenti del Grande Carnevale, nato, nell’attuale formula, nel 1985, si svolgono in avanzata Quaresima. Il sabato sera dal balcone del municipio vengono presentati i personaggi storici del conte Lasbianca e della Bela Saulera. Seguono la distribuzione di vin brulé, la fiaccolata per le v...
“I ‘Magnin ‘d Ceva’ erano i calderai del luogo, uniti in un’associazione molto attiva ed operante fin dal XVII secolo. Il venerdì grasso offrivano alla popolazione polenta e ‘galoperie grasse (golosità grasse)” (Gallo Pecca, 1987, p. 173).
Nel periodo di Carnevale i diciannovenni del paese praticavano il rituale dei Ciavrin (figure corrispondenti ai Magnin), che si svolgeva in fasi distinte: la sceneggiata della riparazione del pentolame, la questua, la potentata. “I magnin entravano nei cortili e nelle stalle annunciandosi con il...
A Rifreddo, fino agli anni sessanta era molto sentito dall’intera popolazione il periodo carnevalesco, infatti era abitudine festeggiare facendo 'i Magnin'. Lo scopo era quello di rappresentare in forma burlesca e scherzosa il diffuso mestiere del calderaio o stagnino, cioè l’individuo che aveva ...
Durante il Carnevale i diciottenni del paese praticavano la messinscena dei Magnin, girando per le case, battendo le pentole e chiedendo cibo e vino. Con quanto raccolto durante la questua, il martedì grasso cuocevano la polenta, che “veniva rovesciata su un tavolo posto su un carro e quindi, con...
"Già da parecchio tempo /.../ sentii parlare d'una gran polenta che si fa in Ponti, nell'ultimo venerdì di Carnevale, decantandolo come un polentone fenomenale. Alcuni mi dicevano che pesa 500 Kg e che viene versato mediante l'aiuto di una gru. Ritenevo che in ciò vi fosse dell'esagerazione, perc...
"Domenica Palme - breve processione delle Palme intorno alla chiesa Giovedì santo - chierichetti a chiamar gente - le 'massere' che recitano il 'Passio' - i ragazzi che fan le 'tnebre' - spettacolo notturno, processione, illuminazione - guardie nazionali - la lavanda dei piedi - 'Coena Domini' d...
Macchina per polenta in ferro ottone e legno, sorretta da quattro piedi, due dei quali posti all'altezza dell'elemento circolare e gli altri due sistemati lungo il manico all'altezza del meccanismo. il braccio che si collega agli ingranaggi mossi dalla manovella termina con un elemento tondo che ...
Da una intelaiatura circolare di ferro con due piedi, in cui va inserito il paiolo, parte una lunga barra che si aggancia ad un sostegno di legno sorretto da tre piedi di ferro sagomati a s allungata. L’asta di legno ha l'estremità superiore leggermente inclinata e qui sono fissate due ruote den...
Macchina per polenta in ferro ottone e legno, costituita da due piedi in ferro sui quali si inserisce l'elemento orizzontale terminante con un apertura circolare per accogliere il paiolo. Questa corona circolare è dotata di tre fori che probabilmente servivano a inserire i piedi di cui ora la mac...
Il paiolo in rame è sorretto da un cerchio saldato a due piedi di ferro. Questo telaio è collegato tramite una sbarra di ferro ad un treppiede che sorregge il meccanismo che permette di di girare il cerchio collocato all'interno del paiolo, costituito da una manovella, da vari ingranaggi e da un ...
Arnese formato da un anello con due piedi dove si inseriva il paiolo. Fissata all'anello c'è una sbarra di ferro orizzontale che poggia a terra attraverso un'altra sbarretta ricurva. Su questa intelaiatura è fissato con supporti un meccanismo a manovella che attraverso due ruote dentate trasmette...
Il telaio della macchina consta di un cerchio di ferro su tre piedi (sorregge la pentola), unita da una sbarra di ferro alla parte che sostiene gli ingranaggi, che a sua volta poggia su due piedi. Il meccanismo vero e proprio è costituito da due ingranaggi che, azionati da una manovella, trasmett...