Feste popolari
Il polentone - mascherata dei calderai
"Già da parecchio tempo /.../ sentii parlare d'una gran polenta che si fa in Ponti, nell'ultimo venerdì di Carnevale, decantandolo come un polentone fenomenale. Alcuni mi dicevano che pesa 500 Kg e che viene versato mediante l'aiuto di una gru. Ritenevo che in ciò vi fosse dell'esagerazione, perciò volli assistere alla cottura di questa polenta e dovetti persuadermi che tutto quanto m'era stato detto corrispondeva alla verità. Questa polenta viene distribuita gratis a chiunque accorra alla festa.Si tratta della mascherata dei calderai. Infatti già fin dal mercoledì o giovedì grassoi diverse bande di Pontesi trasformati in calderai, scorazzano da un cascinale all'altro, da ogni casa, da ogni villa, da ogni negozio, a raccogliere farina, vino, uova, merluzzo, acciugne, cipolle, tonno e olio in grande quantità il che tutto viene immagazzinato per l'ora opportuna. Il giorno della festa con tutti i treni arrivano i forestieri, ne arrivano da tutti i paesi circonvicini. Alle ore tredici del venerdì i calderai, trasformatisi in cuochi, salgono su un palco tutto imbandierato, sul quale da una parte trovasi la caldaia per la polenta e dall'altra una gran padella per fare la frittata. Accesi i fuochi nei focolari, versati i trecento litri d'acqua nella pentola con duecento Kg di farina, i dieci cuochi tramenano la polenta con poderosi matterelli, mentre altri preparano la frittata di quattrocento uova ed il merluzzo. Quando la polenta è cotta si provvede al rovesciamento della caldaia. Il momento è solenne. Uno di essi grida: 'Uno, due, tre!'. Al tre la gran caldaia viene rovesciata ed un ammasso di cinquecento Kg di polenta scende sul disco di legno, si allarga tutta fumante come lava ardente. Un grido di: 'Evviva la polenta!' echeggia per ogni dove. Al momento della distribuzione quella gran massa di popolo, come veri affamati, si accalca, alzando centinaia di piatti e gridando: 'A me, a me!' con grande entusiasmo. E lì, man mano che i piatti e i giornali arrivano a portarla, vengono colorati di calda polenta, colla relativa razione di frittata e merluzzo. In breve tempo tutto sparisce e forestieri e paesani prendono d'assalto le osterie, dando più consistenza alla festa. Così, alla tradizionale festa del cibo giallo, si collegano il ballo pubblico, il veglionissimo con concorso mascherato con premi" (Milano, 2005, p. 81).