I piatti del "Pranzo del Purgatorio" vengono tramandati, in maniera abbastanza riservata, di generazione in generazione tra i confratelli. Vengono cucinati e preparati in porzioni per 4 persone, che poi sulla tavola si divideranno il contenuto. Il menù è lo stesso da sempre: fagioli in bianco con...
"Festa semplice, innocente, ma piena di giocondità serena, quali sono, del resto, tutte le altre: quella, ad esempio del Natale /.../ o quella di capodanno, nel qual giorno ad Aisone tutti, incontrandosi, si baciano 'more romano'" (Milano, 2001, p. 284). "Capodanno a Aisone: baci fra tutti. Ca...
"Il 'fantome', la sera del 31 dicembre. Baci, auguri. Alla sera della fine dell'anno tutti i giovani si riuniscono in una casa, fanno un fantoccio di paglia, lo vestono e gli fanno il testamento. Giunta mezzanotte lo vanno ad appendere in piazza. Quivi lo lasciano per tutto il primo giorno dell'a...
Il tempo di Carnevale considera un periodo che va dall'Epifania al Triduo pasquale. Le feste del Carnevale nella settimana grassa, mercoledì delle Ceneri e Quaresima sono variabili in quanto determinate a ritroso della Pasqua, la cui datazione nel calendario liturgico dipende dalla luna. La Pasqu...
Nell’Alta Valle Tiberina, attorno Città di Castello, Claudio Ceccarelli coadiuvato dalla moglie (principale protagonista aziendale), inciampa fortunatamente in un “caratello” di vecchio vin santo del suocero e immediatamente scopre un prodotto eccezionale che il tempo ha invecchiato, migliorato e...
A Sambuco, ma anche in altri paesi delle valli cuneesi nel periodo carnevalesco si mettevano in scena alcune "rappresentazioni drammatiche profane" spesso realizzate, in occasione della festa di sant' Agnese o in altre occasioni del periodo carnevalesco. A Sambuco, in particolare "otto giorni pri...
Una volta che la pianta di cardo è cresciuta, le sue foglie vengono legate insieme, la pianta viene stesa a terra ed interrata sotto la sabbia marina fino a maturazione, lasciando fuori solo le foglie. A maturazione completata il cardo viene raccolto e pulito dalle foglie esterne conservandone so...
Quello di Eusebio Francese è un racconto corale che attraversa quasi un secolo di storia. Nato nel 1925 in Francia e trasferitosi con la famiglia, a soli quattro anni, nel cuore risicolo della Pianura Padana, parla del suo rapporto con l'agricoltura segnato dalla sperimentazione e da un ingegno f...
Gennaro Carlucci, dopo la laurea in Farmacia nel 1854, rientra a Melfi, dove apre, nel centralissimo Palazzo nobiliare Lancieri, la farmacia denominata “All’insegna di Esculapio”. Tra la fine del 1800 e gli inizi del XX secolo avviene il trasferimento dell’attività in corso Garibaldi. Qui, gli er...
Nel paese la festa dell’Annunciazione di Maria Vergine veniva celebrata in modo solenne. “La festa iniziava al mattino con una processione dalla chiesa parrocchiale sino alla cappella dedicata a Maria Vergine dove il parroco, durante la messa, benediva la ‘ciarità’ distribuita dalle due priore (u...
"Alla vigilia dell'Epifania si cerca, da appassionato amante di spegnere il lume in quelle stalle ove trovasi qualche fidanzata, gettando ivi una calza piena di noci quasi a significare che, se non col permesso, altre unioni che l'attendono non otterranno risultati... (parole incomprensibili). In...
In frazione Santa Maria la festa patronale “ebbe quasi sempre un’impronta accentuatamente religiosa e bonariamente familiare. Fuori dalla chiesa, al pomeriggio, si tiravano un cappello da uomo e un velo da donna, quindi si eleggeva il rettore (tradizionale, quest’ultima, che è tuttora rimasta). F...
Dal 1910, il secondo giovedì antecedente il Natale, si svolge la fiera del bue grasso, animale legato alla cultura contadina e alla tradizione gastronomica piemontese. La fiera trae origine dai mercati bisettimanali del bestiame, attestati fin dal 1473, e dalla fiera, concessa dal duca Vittorio ...
Intervistato nel 2014, Giancarlo Marabotti, nato nel 1947 a Cremona, geologo in pensione, arriva nel 1986 in Liguria, dopo aver viaggiato per lavoro in tutto il mondo; qui riscopre la passione per le salse al mortaio, insita in lui fin dall'infanzia. Attualmente è responsabile del presidio Slow F...
San Paolo Albanese (Shën Palji) è il paese di una piccolissima comunità etnico-linguistica di origine albanese rifugiatasi in queste terre più di cinquecento anni fa. L’approdo in Italia è avvenuto tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, quando le popolazioni di Albania, dopo la morte del...
A Capodanno nella frazione Chiandusseglio i bambini andavano di casa in casa a chiedere la strenna e recitavano la filastrocca, di cui esistono versioni più recenti in piemontese e non più in ‘patois’, come: ‘Bon dì, bon dì, bon ann: demi la streina dë l prim dì dl’ann’ (Buongiorno, buon giorno, ...
I bambini il 1° gennaio giravano di casa in casa, per chiedere la strenna, recitando una filastrocca beneaugurante; “cantavano: ‘Bon ann, bon ann, ancoé aj lo prum gioòrn ëd l’ann e i sen toiri mòrt ed fam’ (Buon anno, buon anno, oggi è il primo giorno dell’anno e siamo tutti morti di fame)” (Bos...
Nella frazione Marcorengo (comune autonomo fino al 1928) a Capodanno i bambini “appena alzati correvano dai vicini o dai nonni a chiedere la strenna e, bussando alle porte, gridava ad alta voce: ‘Bundì, bundì, dene la strena a mi’. Le donne che già lo sapevano aprivano e donavano loro noci, nocci...
“Il giorno di capodanno i bambini, con una borsetta di stoffa, passavano di casa in casa a chiedere la strenna. Ricevevano noci, nocciole, focaccie a forma di galletti e di bambole o le oblate” (Brandone, 1984, p. 139). Durante la questua veniva cantata la filastrocca: Bundì, bundì deme la str...
A capodanno i bambini e i ragazzi si recavano in ogni casa del borgo a portare il saluto e l’augurio del nuovo anno, recitando la “Bun dì, buna n, dene la stren’a, c’à l’è el prim dì d’lan” (buon giorno, buon anno, offriteci la strenna che è il primo giorno dell’anno) “Le famiglie, al mattino, ...