Feste popolari
La strenna
A capodanno i bambini e i ragazzi si recavano in ogni casa del borgo a portare il saluto e l’augurio del nuovo anno, recitando la “Bun dì, buna n, dene la stren’a, c’à l’è el prim dì d’lan” (buon giorno, buon anno, offriteci la strenna che è il primo giorno dell’anno)
“Le famiglie, al mattino, già aspettavano la simpatica visita di questi gruppi di ragazzi e tenevano pronti per loro i doni. Dentro un normale cestino raccoglievano noci, nocciole, castagne secche, biscotti fatti in casa con farina di granoturco addolcito da zucchero e qualche caramella. Terminato il giro delle case dei vicini, i bambini e i ragazzi, infreddoliti ma contenti, si ritiravano in qualche stalla o in qualche altro posto caldo ed in santa pace si mangiavano tutte queste leccornie” (Mossino, s.d., p. 64).