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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Codice di sant' Agnese - Rappresentazioni

A Sambuco, ma anche in altri paesi delle valli cuneesi nel periodo carnevalesco si mettevano in scena alcune "rappresentazioni drammatiche profane" spesso realizzate, in occasione della festa di sant' Agnese o in altre occasioni del periodo carnevalesco. A Sambuco, in particolare "otto giorni prima della festa di sant'Agnese, dei giovani vestiti da maschera passano di stalla in stalla leggendo il "poema" scritto in dialetto sul quale invitano la gente a preparare dei doni che essi, il giorno di sant'Agnese, passeranno a raccogliere. Fra quersti giovani figura l'Arlecchino che con le sue buffonerie eccita il riso degli spettatori. Dopo la lettura del "poema" uno suona qualche pezzo di musica all'organetto e tutto è finito. A Sambuco si recitano anche commedie speciali che sono "Longino" che è detto 'lou re d' stu pais', 'La bella Lombarda', 'Le tre fantine' ed altre quali 'La pastorella' o 'La Fiurentina'" (Milano, 2005, pp. 94-101).

"A Sambuco per sant'Agnese, giovinotti che vanno in giro, ne leggono un poema /.../. Pure a Sambuco fanno crete recite di commedie intitolate 'Longino', 'La bella Lombarda', 'Le tre fantine..." (Milano, 2005, p. 62).

"... della 'Bella Lombarda' a Sambuco..." (Milano, 2001, p. 301).

"Riguardo alla festa di sant'Agnese, non è la lettura di un poema che si fa di stalla in stalla ma quella di un 'Codes 'd sant'Agnes' contenente solo alcune stupidaggini che, secondo l'intenzione degli autori vogliono significare le offerte da farsi alla santa per ottenere le grazie desiderate. Ecco alcune offerte proposte dal Codice:

- 'n pin valun de seia (un vallone pieno di tormenta)

- 'n pin stuc de lac de giari (un astuccio pieno di latte di topo).

A queste proposizioni dette da un dottore della legge, rispondono due buffoni con proposizioni ancora più insensate e, qualche volta, indecenti. Le offerte poi veramente ci sono e consistono in castagne, noci, mele che i giovanotti poi si dividono tra loro. La rappresentazione si ripete la sera della festa di sant'Agnese e nella settimana tra le due rappresentazioni i giovanotti, per guadagnare le offerte, devono recarsi per una veglia in tutte le stalle in cui sono passati la prima sera. Nella compagnia ci sono pure due giustizieri portanti una forca caduno per impiccare coloro che si rifiutassero di fare il loro obolo: ma a questa consuetudine nessuno mai si sottrae. I due buffoni portano poi una reliquia, consistente in un disco di legno con manico. Da una parte del disco c'è la figura della santa e dall'altra del nero. Fingendo di far baciare la reliquia cercano di tingere la faccia di qualche ragazza". (Milano, 2005, p. 93-94).

(CN), Italia
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