Feste popolari
Capodanno - Il fantoccio
"Il 'fantome', la sera del 31 dicembre. Baci, auguri. Alla sera della fine dell'anno tutti i giovani si riuniscono in una casa, fanno un fantoccio di paglia, lo vestono e gli fanno il testamento. Giunta mezzanotte lo vanno ad appendere in piazza. Quivi lo lasciano per tutto il primo giorno dell'anno. Alla sera, verso le quattro, suonano la campana (trapasso dell'anno vecchio); a quel segnale vanno a prendere il fantoccio per bruciarlo. Il primo giorno dell'anno, vanno a gara a non uscir fuori di casa, per non incontrare o donne o il parroco, perchè sono apportatori di disgrazie. Alla mattina del primo dell'anno, tutte le persone che s'incontrano si baciano e s'augurano buon anno. I figliocci poi vanno a salutare i loro padrini e prendere il regalo" (Milano, 2005, p. 71).
"In valle Varaita - La sera del 31 dicembre i giovani si riuniscono in una stalla ove compiono l'esecuzione di un fantoccio di paglia (detto 'fantome'), lo vestono da uomo, indi un giovene spiritoso gli fa il testamento e un po' di morale. Verso mezzanotte lo vanno appendere in piazza (a Casteldelfino lo appendono al municipio), affinchè il giorno dopo tutti possano leggerne il testamento. Verso le quattro pomeridiane (in tempi passati suonavano le campane che significava il trapasso dell'anno vecchio) i cittadini si portavano dal fantoccio per assistere al suo incendio. Sarà segno di sventura se il primo giorno dell'anno la prima persona che s'incontra sarà una donna, di maggior sventura se s'incontra il Parroco. E' invece segno di buon augurio se s'incontrano uomini. La sera della fine dell'anno le persone che s'incontrano si baciano e si fanno gli auguri. I figliocci vanno ad augurare buon anno ai loro padrini e questi gli devono dare la mancia (detta 'streno'). La 'streno' consiste in un fantoccio di pane detto 'ciciu', in castagne, mele, noci, nocciole, pignuoli, ecc..." (MIlano, 2005, p. 73).
"La Toureto (Torrette, frazione di Casteldelfino) è una piccola comunità con 22 residenti tutto l'anno. Qui la gente ha conservato molti aspetti tradizionali della vita di un tempo e infatti la lingua ufficiale è ancora quella Occitana. In questo contesto un po' anomalo si sono conservate molte abitudini 'd en bot'. Una di queste è sicuramente 'lou Fantome', che in pratica è un fantoccio di paglia che rappresenta l'anno appena trascorso. L'ultimo giorno dell'anno i ragazzi raccolgono la paglia per il paese, per poi poter costruire il fantoccio di dimensioni fuori dall'ordinario. Oltre a questo fatto di per se già notevole, negli ultimi anni i giovani della borgata hanno voluto far rivivere anche un'altra parte di questo rituale, il processo al Fantome che si svolgerà il 1 Gennaio alle ore 14. 'Lou Prouces' era un tempo il momento più importante di tutta la manifestazione, poi lentamente con lo spopolamento sparì, ma fortunatamente si conservò il ricordo, così oggi, grazie all'impegno dei giovani residenti e di quelli che periodicamente tornano si è riusciti a compiere questo piccolo miracolo.
Così dopo la costruzione del 'Fantome del 31 Dicembre a cui si può assistere, volendo! Il primo giorno dell'anno, verso il tardo mattino Lou Fantome compare 'dron la Fount'la piazzetta principale della borgata. Poi, verso le 14 inizierà l'antico rituale del processo, con tanto di avvocati, testimoni, liti tra partecipanti, pieces teatrali, antiche preghiere, ecc.. Finito il processo seguirà il corteo funebre per l'intera borgata a cui seguirà la condanna al rogo! Per quanto riguarda questo ultimo aspetto vorremmo lasciare un po' di mistero... (da Internet)