"A carnevale, negli ultimi trenta giorni, i giovanotti /.../ si vestono con gli indumenti più svariati, vecchie zimarre, sottane, cuffie da notte e fanno le cosidette 'mascherade'. Due tra questi buontemponi costituiscono la coppia degli sposini, due altri quella dei vecchi, uno rappresenta il do...
A inizio Novecento, "a Salassa, Tina, Bosconero (vedere), società incaricate di collettare, tra suoni, balli e maschere, fagiuoli, condimento e legna. Caldaie fornite dalle Congregazioni di Carità. Distribuzione a chiunque si presenti con scodella..." (Milano, 2005, p. 81). Oggi momento centra...
A inizio Novecento durante il Carnevale vi erano "società incaricate di collettare tra suoni, balli e maschere fagiuoli, condimento e legna. Caldaie fornite dalle congragazioni di Carità. Distribuzione a chiunque si presenti con scodella..." (Milano, 2005, p. 81). Oggi i personaggi che animano...
In frazione Cimamulera, occasione del Carnevale viene pubblicato “I Santui”, che “come un classico testamento carnevalesco, denuncia i mali e le magagne della società locale” (Gallo Pecca, 1987, p. 186). Martedì grasso viene distribuita la polenta con gli ‘scriuii’ (salamini).
Nella frazione Coppi di Cella Monte, durante il Carnevale alcuni uomini si mettevano una coperta sulle spalle e facevano le capre, mentre altri, tra cui la maschera tipica del Baldan, interpretavano la parte dei pastori. Il personaggio di Baldan nascondeva sotto il mantello un fiasco di vino che,...
Nel 2005, i pochi abitanti della frazione di Champlas du Col hanno ripreso la tradizione carnevalesca che si era interrotta nel 1947, in seguito all'abbandono della popolazione alpina. Nell'importante rito sono state riproposte figure che appartengono solo più alla memoria degli anziani: i due "v...
La maschera principale di Piane Sesia è Badik, l’Uomo Selvaggio solitario che, come scrive Gustavo Buratti, si nascondeva nei luoghi più reconditi, senza difesa, nei boschetti (Buratti, 1978). Badik Cavaltreiner era un soldato spagnolo mercenario vissuto nel 1600 che, stanco di guerreggiare, fugg...
La maschera dell’Orso di Balmuccia è stata ricostruita a partire da una fotografia presente in un volume sui Carnevali della Valsesia, Ceneri di coriandoli. Varallo e le tradizioni del Carnevale in Valsesia di Enzo Barbano (Barbano, 1983, pag. 209). L’originale costume di questo Orso, fatto di ri...
Nel Carnevale di Cortemilia del 2005 è ricomparsa la figura dell'orso di piume, che rinvia alle forme e alle pratiche di un rito di inizio anno che ritroviamo in una descrizione compiuta da Augusto Monti a proposito del Carnevale tradizionale di Monesiglio di circa un secolo fa: "Fu l'anno che lo...
"Quattro o cinque giovanotti si fanno portare dai ragazzetti tutti quei legni e quella paglia che si può raccogliere per il falò. Quando la catasta è pronta, la adornano con l'edera del lauro, carta colorata, nastri rossi e così via. Poi i ragazzetti vanno in giro suonando dei campanelli, trombe...
Recentemente è stata trovata a Cunico la presenza di una figura vegetale: "Un orso carnevalesco rivestito di foglie di granoturco inumidite e opportunamente arricciate con la stessa tecnica con cui si ottengono i riccioli di burro e gli gnocchi a partire dall'impasto di patate. Un'arricciatura ch...
A Valdieri, dopo un'interruzione di circa cinquant'anni, è stata riproposta la maschera dell'orso di paglia di segale. La preparazione del costume è molto elaborata: la paglia di segale viene lavorata fino a formare una lunga treccia che avvolge e riveste completamente la persona, insieme alla co...
Nella cittadina di Magliano Alfieri, situata nelle colline del Piemonte meridionale, sono state recentemente riprese tradizioni attive fino alla seconda metà del Novecento nel periodo del Carnevale. Qui troviamo la questua dei magnin, che urlando e schiamazzando vanno di casa in casa a offrire il...
Nel paese di Murazzano, un'anziana ricorda che, sino ad alcuni decenni or sono, i giovani cercavano un uomo disposto a lasciarsi ubriacare e a vestirsi con una pelle di mucca prestata dal macellaio locale. Mascherato da orso veniva legato e trascinato in catene per le strade del paese ed esposto ...
1. A Volvera, paese situato alla periferia della metropoli torinese, il tempo della trasgressione carnevalesca iniziava, come in molte altre località, il giorno dopo l'Epifania. In quella data si dava inizio ad un lungo periodo caratterizzato dalla presenza di due maschere animali: l'orso e la ca...
Per quanto riguarda il Carnevale della tradizione sono numerose le azioni che vengono ricordate: - cantare la Martina: all'interno del paese di fomavano delle comitive che attraveravano le vie bussando di porta in porta e rivolgendo la frase rituale "Cantè Martina". Se i residenti della casa r...
L'orso indossava un costume fatto con pelli di pecora e sulla schiena portava uno scudo di legno per proteggersi dalle bastonate del domatore che lo conduceva in catena per le vie del paese (Andreis 1980, vol. IV, p. 506).
Durante il carnevale, organizzato fino al 1908 dalla Badia, veniva “anche promossa l’antica usanza del taglio della testa del gallo da parte di un giovane con gli occhi bendati; ed inoltre giochi, come l’albero della cuccagna e la corsa nei sacchi” (Ramella, 1996, p. 135). Oggi il programma dei ...
"Per Carnevale mio padre attaccava delle foglie verdi ad un abito e sembrava una pianta" (Inf.: Carlo Barroero, 1988).