Feste popolari
Carnevale
Nel Carnevale di Cortemilia del 2005 è ricomparsa la figura dell'orso di piume, che rinvia alle forme e alle pratiche di un rito di inizio anno che ritroviamo in una descrizione compiuta da Augusto Monti a proposito del Carnevale tradizionale di Monesiglio di circa un secolo fa: "Fu l'anno che lo Scarpone, il ciabattino di piazza, s'intinse di pece e, sventrato quel bel piumino grande - la moglie che strilli! - ci s'avvoltolò nelle piume e trasformato in struzzo corse tre dì pel paese in subbuglio e fu raccattato alla fine fradicio di vino e ormai spennacchiato, che piangeva come un vitello, sconsolato di dover tornare uomo" (Monti, 1963, pag. 185). Questa traccia è stata ripresa dall'Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite di Cortemilia per contribuire al ripopolamento di questa particolare maschera antropomorfa. L'innesto appare ben riuscito: la popolazione ha fatto propria la maschera testimoniata a Monesiglio (paese della stessa valle) e partecipa attivamente alla realizzazionedel Carnevale in quanto tratto costitutivo della tradizione locale (Grimaldi, Nattino, 2007, pag. 20).
L'orso di piume è una delle maschere più tipiche del Carnevale di tutto il Piemonte. In questo caso, l'orso è documentato da un intellettuale, langarolo di nascita, Augusto Monti che traccia, nella saga dei "Sanssosi", una delle più belle pagine relative al Carnevale di Langa.