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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Carnevale

A inizio Novecento durante il Carnevale vi erano "società incaricate di collettare tra suoni, balli e maschere fagiuoli, condimento e legna. Caldaie fornite dalle congragazioni di Carità. Distribuzione a chiunque si presenti con scodella..." (Milano, 2005, p. 81).

Oggi i personaggi che animano il Carnevale sono la Bela Chinòta, regina dij plareuj (funghi prataioli che abbondavano nei boschi del paese), il Cerimoniere, due damigelle, due alabardieri, due trombettieri e due vallette. “La bella fanciulla, Domenica (Chinòta), porta sulle spalle, sopra un mantello color porpora, una stola di seta dipinta a mano con grandi motivi floreali. Lo stesso disegno è ripetuto all’interno del manto del Cerimoniere, il signore che ha l’incarico di accompagnare la Regina. Gli uomini, e cioè gli alabardieri, i trombettieri e lo stesso Cerimoniere, indossano tutti una corazza, sulla quale è disegnata una torre della città, la Verafranca. Le donne ostentano un cappello a forma di fungo: quello della Regina è enorme e porta in cima una piccola corona. Le maschere sono accompagnate da contadini avvolti, secondo l’antica usanza, in neri mantello.

Come vuole la tradizione canavesana, anche a Bosconero si fa la fagiolata, che si comincia a rimestare alle cinque del mattino” (Gallo Pecca, 1987, p. 104).

(TO), Italia
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