Il Carnevale di Montescaglioso ha una doppia anima che si svela nel Carnevale Tradizionale e nel Carnevale Montese, tra i più noti e antichi organizzati in regione. Il giorno del Martedì Grasso , va in scena il “Carnevalone Tradizionale”, che già dalle prime luci dell’alba, vede sfilare per le v...
In occasione del Carnevale di Lavello, ogni sabato sera, nel periodo compreso tra il 18 gennaio e il sabato successivo al giorno delle Ceneri, si animano i “festini” con il Domino. In questi attraenti luoghi, allestiti proprio per i festeggiamenti del periodo di divertimento più atteso dell’anno...
"Docici giovani vestiti alla carnevalesca, con larghi calzoni e giacca a pieghe, ed un cappello o meglio berretto, e fettuccie intorno ai polpacci in colori alternati rosso e verde. Ognuno impugna una sciabola, C'è poi ancora un capo-banditore-acrobata e un vecchio Arlecchino, buffone. Un altro i...
"In certi paesi della Langhe, per esempio a Novello, Monforte, ecc... - il questuante si presenta vestito da frate. E se c'è un cane da guardia slegato farà i conti con lui - questo a Carnevale - altrove in Quaresima..." (Milano, 2005, p. 144 e seguenti). (Testo del canto p. 144 - altro testo p. ...
"In certi paesi della Langhe, per esempio a Novello, Monforte, ecc... - il questuante si presenta vestito da frate. E se c'è un cane da guardia slegato farà i conti con lui - questo a Carnevale - altrove in Qiuaresima..." (Milano, 2005, p. 144 e seguenti). "Ultima settimana di Quaresima: racco...
Durante il Carnevale del 1989, la gente di Villar si è mascherata per due domeniche successive, il 5 e il 12 di febbraio; in passato, tradizionalmente festeggiava l'ulti-ma domenica che precede la Quaresima e il martedì grasso. Un gruppo di persone mascherate, agli ordini del comandante della com...
L'evento trova svolgimento in tutto il territorio comunale. Gli elementi tangibili riconducibile alla nascita dell'evento consistono nei costumi tipici della tradizione carnascialesca lavellese ( 'domini' ) e nei luoghi di svolgimento, che all'origine, erano le case private prevalentemente conce...
"A Carnevale, il giorno del Giovedì Grasso, per le vie del paese circolava un carro trainato da muli con sopra dodici uomini ognuno dei quali, abbigliato adeguatamente, rappresentava un mese dell'anno. Insieme a loro c'era anche "l'attore" che rappresentava l'Anno ed aveva il compito di presentar...
La micronarrazione racconta la storia del Carnevale di Tufara, delle maschere e come si svolge la giornata di festa. Viene anche raccontato come si realizza la maschera di cartapesta del diavolo. Nella micronarrazione sono presenti il racconto del piatto tipico del Carnevale e la procedura per la...
Il lakruar [ʎak’uar] è una torta agrodolce della tradizione arbëreshë di Maschito. La preparazione del lakruar è associata al Carnevale, per via del numero considerevole di ingredienti e per la ricchezza del piatto, sebbene sia stata ipotizzata un’origine differente da rintracciare nelle usanze d...
Il Carnevale di Stigliano, divertente e tradizionale, ha radici antiche e nel corso del tempo ha subito evoluzioni radicali soprattutto nella costruzione dei carri allegorici. Già un mese prima gruppi di giovani, con l’aiuto di adulti esperti, si adoperano a plasmare ferro e rete metallica salda...
"Già da parecchio tempo /.../ sentii parlare d'una gran polenta che si fa in Ponti, nell'ultimo venerdì di Carnevale, decantandolo come un polentone fenomenale. Alcuni mi dicevano che pesa 500 Kg e che viene versato mediante l'aiuto di una gru. Ritenevo che in ciò vi fosse dell'esagerazione, perc...
Facciata del Teatro Casalaina di Novara di Sicilia dove la comunità si ritrova per le serate danzanti durante il carnevale A Novara di Sicilia (ME) la produzione di un formaggio stagionato – chiamato Maiorchino si collega ad un gioco tradizionale - Il Lancio del Maiorchino, praticato già nel 17...
"Una maschera molto popolare ad Andonno era la masca che spaventava tutti i bambini. Si cantava una canzone intitolata "O ciao ciao Maria Catlina". La sera del martedì grasso si bruciava il "ciciu" che rappresentava il carnevale finito, cioè morto, e si suonava la "Pasà", cioè il trapasso" (Nicol...
Tutte le domeniche, da Natale alla fine di Carnevale, si svolgeva, nel pomeriggio, dopo il vespro, l’incanto del presepio. I due priori, sul sagrato della chiesa parrocchiale mettevano all’asta tutti i prodotti (torte, focacce, torcetti, mazzi di cipolle, barattoli di verdure sott’olio, ecc.) che...
A Carnevale “i diciottenni mettevano all’incanto il ‘pito’ (tacchino), consegnandone varie parti tra la popolazione (specie femminile) accompagnando la cerimonia con salaci osservazioni”. (Bassignana, p. 138).
L'albero della cuccagna era un gioco che veniva fatto durante il periodo di carnevale, consisteva in una gara tra giovani e meno giovani del paese, che si sfidavano arrampicandosi su un palo di legno molto alto insaponato o ricoperto di grasso per rendere più faticosa la salita, una volta raggiun...
L'antica questua dell' "Uars et Sel" di Valdieri ha avuto una interruzione durata circa quarant'anni, ed è tornata ad essere una festa attiva dal 2003. Al mattino dell'ultima domenica di Carnevale, in un luogo segreto del paese, si avvia una lunga preparazione per il mascheramento: dei gambi di s...
LA MANIFESTAZIONE SI SVOLGE OGNI ANNO A TEANA L'ULTIMO SABATO DI CARNEVALE. IL COSTUME DELL'ORSO, FIGURA PRINCIPALE DELLA MANIFESTAZIONE, VIENE CONSERVATO E RIPRESO OGNI ANNO, COM'è STATO TRAMANDATO DALLA TRADIZIONE, CON PELLI DI CAPRE; COSì COME GLI ALTRI COSTUMI, QUALI: CARNEVALE, QUAREMMA, GLI...
Il rituale carnevalesco dell’uccisione della capra è attestato nella seconda metà dell’Ottocento e si protrasse fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Generalmente erano “gli uomini di una certa età, specie i celibi, che prendevano l’iniziativa di portare sul ballo la capra per venderla...