Questo sito utilizza cookie tecnici per il tracciamento anonimo degli accessi. Utilizzando i servizi di questo sito accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni
Torna alla ricerca

Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
Categorie
Feste popolari

Il ballo delle sciabole

"Docici giovani vestiti alla carnevalesca, con larghi calzoni e giacca a pieghe, ed un cappello o meglio berretto, e fettuccie intorno ai polpacci in colori alternati rosso e verde. Ognuno impugna una sciabola, C'è poi ancora un capo-banditore-acrobata e un vecchio Arlecchino, buffone. Un altro infine (il messo comunale), suona il tamburo. Al vario rullar del tamburo i dodici giovani, tenendosi uniti per la sciabola (ché ognuno con una mano impugna la sua e con l'altra tiene la punta di quella del compagno che ha dietro e che questi gli porge di sulla spalla) van correndo al passo, al trotto, al galoppo, saltan velocemente la sciabola che i primi due intermettono, saltano in un cerchio, fanno una barriera continua che l'acrobata e l'arlecchino attraversano, infine le incrociano tutte quante (le spade) formando come un ponte, sul quale sollevano il capo.

Poi ancora tutti si raccolgono attorno ad un albero fiorito, ornato di fettuccie, ecc ..., e da cui pendono dodici cordoni con nappa di colori bianco e rosso alternati. Ognuno impugna una di quelle nappe e poi danzando attorno vanno intrecciando quei cordoni mentre ognor più si stringono all'albero; poi sempre danzando tornano a svolgere l'intreccio. Il tutto con grande serietà e direi quasi compunzione" (Milano, 2005, pp. 122-123).

Sul palo intrecciato della danza delle spade di Castelletto, vedi anche Borra. Grimaldi (2004, tabella p. 20).

Consultare inoltre Pola Falletti (1937), Melino (1991), Borra, Grimaldi (2001),

CASTELLETTO STURA (CN), Italia
Geolocalizzazione: