Luigi Barroero, nato a Belvedere Langhe nel 1941 da una famiglia di contadini e musicisti, trascorre l'infanzia in una casa colma di strumenti musicali, che "era appuntamento di suonatori di tutte le qualità e di tutte le razze". Pur essendo di spirito "ribelle e selvaggio", Luigi sarà prest...
Tale ricorrenza determina l'inzio del tempo quaresimale, fondamentale nel calendario liturgico ed è il primo giorno dello smaniòt (la settimana che va dalle Ceneri alla prima domenica di quaresima). Al termine del periodo carnevalesco era necessario determinare un momento forte per dare una vigor...
Durante il periodo di carnevale, soprattutto il Martedì grasso, i bambini ripropongono la tradizionale questua delle uova: vestiti in maschera, con in mano un cestino di vimini, vanno di casa in casa a raccogliere le uova, con le quali viene poi confezionata una frittata che consumano tutti assieme.
".... una questua dei bambini poveri per le campagne. Si camuffano coi vestiti dei parenti, si dipingono il viso e se trovano qualche strumento musicale in disuso se lo portano con loro. Cominciano a girare di cascina in cascina. Si portano delle sporte perchè ad ogni cascina regalan loro salami...
Sino agli anni Sessanta del Novecento, a capodanno i ragazzi durante la mattinata andavano in giro per le case del paese, per porgere gli auguri e chiedere la strenna, ricevendo in dono mele, frutta secca (noci, mandorle), ecc. Al termine i ragazzi si dividevano tutto il cibo raccolto fra di loro.
L’ultimo lunedì di Carnevale, accompagnato da un domatore, l'Orso compiva una questua nelle campagne ricevendo in dono uova e altri prodotti che servivano per una cena che concludeva le festività (Calvo, 1992, pp. 1-2). Un uomo indossava delle pelli e veniva trascinato dentro ad una gabbia fi...
In questo periodo alcune persone giravano per le case del paese a "chiedere anime": in cambio di alcuni alimenti come farina e patate pregavano per le anime di coloro che avevano regalato loro qualcosa. Si trattava prevalentemente di donne bisognose, a volte accompagnate da bambini, che con quell...
Gli uomini della comunità contadina tendevano a mascherarsi il mercoledì delle ceneri e davano vita ad un corteo che si spostava di casa in casa per raccogliere le uova.Terminata la questua, le uova venivano consumate alla sera durante una cena collettiva a base di frittate, polenta e vino, fra l...
“Alla sera ‘dei morti’ i bambini di Usseglio giravano per le case a chiedere qualcosa in dono gridando ‘Ci date i munhat?’ o ‘siamo venuti ai munhat!’ I ‘munhat era l’offerta in suffragio dei morti. Era quindi abitudine comprare castagne e farle cuocere per darle ai bambini questuanti, a volte ve...
Nella frazione San Bovo nel pomeriggio di Ognissanti gruppi di bambini e bambine, con in testa un velo nero, forse per sembrare dei morti, e in mano una cesta andavano nelle cascine chiedendo di dare loro qualcosa per le anime del Purgatorio e ricevendo un uovo, una manciata di fagioli, una cipol...
La questua aveva per protagonisti i bambini che si rivolgevano agli abitanti del paese con la seguente formula: "Bundì, bun an / Deme la buna man / cò stan" ("Buongiorno, buon anno / datemi la buona mano / anche quest'anno"), ricevendo come pagamento per l'augurio offerto frutta secca, mandarini ...
Nel periodo quaresimale, nel centro di Asti viene rievocato l’antico rito di “canté j euv” (cantar le uova), che nelle campagne celebrava il ritorno della primavera e la imminente festività della Pasqua, con il suo simbolo augurale rappresentato dall'uovo (che è al tempo stesso sinbolo di fertil...
Nella frazione san Rocco Il 1° maggio viene riproposta la festa del “Piantè magg”, antico rito propiziatorio primaverile. Al mattino nei boschi viene abbattuta la “pess-ra” (albero dal fusto diritto), il cui tronco viene pulito dai rami e la cima addobbata con fiori, nastri e un fantoccio a fogg...
Lu Santu Lazzaru è un canto di questua in dialetto salentino romanzo eseguito nel periodo precedente alla Pasqua, e in particolare il sabato prima della Domenica delle Palme, giorno in cui, secondo il calendario liturgico bizantino viene rievocato il miracolo della resurrezione di Lazzaro. Quest’...
Il Carnevale d'Ivrea trae origine dalle feste che fin dal XVI secolo venivano organizzate nei rioni della città (rappresentati dalle parrocchie di San Maurizio, San Lorenzo, Sant'Ulderico, San Salvatore e San Grato), per iniziativa degli Abbà, giovanotti scapestrati che assumevano scherzosamente ...
Teresa Rossio, classe 1915, ci lascia una testimonianza unica all'interno del mondo rurale canavesano. Originaria di Prascorsano dopo il matrimonio si trasferisce a Sale, come veniva chiamato un tempo Castelnuovo Nigra.Ci parla delle veglie nelle stalle, dove si passava il tempo a filare la lana ...
Canto del Venerdì Santo eseguito in occasione della questua delle uova – dal tramonto del Sabato Santo alla mattina seguente – da Immacolata accompagnata dal marito Martino Albanese della contrada di Figazzano, tra Cisternino (Br) e Locorotondo (Ba). Si tratta di una questua pasquale molto diffus...