Cibo e musica
Santu Lazzaru
Lu Santu Lazzaru è un canto di questua in dialetto salentino romanzo eseguito nel periodo precedente alla Pasqua, e in particolare il sabato prima della Domenica delle Palme, giorno in cui, secondo il calendario liturgico bizantino viene rievocato il miracolo della resurrezione di Lazzaro. Quest’uso è ancora presente nei paesi di una vasta area della parte ionica e dell’entroterra della provincia di Lecce, a nord e a sud di Gallipoli. Nei giorni deputati, gruppi di musicisti andavano in giro per borghi e masserie, cantando “a domicilio” la vicenda della resurrezione di Lazzaro, con l’accompagnamento di piccoli gruppi strumentali variamente assortiti (generalmente: chitarre, organetti o fisarmoniche e tamburelli). A ogni famiglia coinvolta veniva così annunciato il miracoloso evento, rendendo l’incontro un’occasione di condivisione e di festa. Al temine, i musicisti chiedevano una semplice “ricompensa”, che poteva consistere in uova o in alimenti di origine agricola. La tradizione di canti in diverse misure e modalità riferibili al Canto della Resurrezione di Lazzaro (la kalimera di Lazzaro secondo la denominazione in uso presso le comunità arbëreshe di Calabria) trova nel Salento, territorio di forte persistenza della cultura grecanica, due particolari declinazioni: una relativa ai paesi ancora ellenofoni e l’altra riferibile a paesi, comunque geograficamente e culturalmente prossimi ai primi, in cui si usano, invece, varietà locali di dialetto romanzo.