Feste popolari
Rievocazione popolare "Canté j euv"
Nel periodo quaresimale, nel centro di Asti viene rievocato l’antico rito di “canté j euv” (cantar le uova), che nelle campagne celebrava il ritorno della primavera e la imminente festività della Pasqua, con il suo simbolo augurale rappresentato dall'uovo (che è al tempo stesso sinbolo di fertilità).
Le uova, che in passato costituivano un importante bene di scambio, erano il tipico dono che le famiglie contadine offrivano alla brigata che durante la sera girava di cascina in cascina per la questua, accompagnata da canti, balli e le immancabili bevute.
Nell’ambito della rievocazione di questa antica pratica propiziatoria, collegata all'equinozio di primavera, nel pomeriggio, in piazza Libertà e sotto i portici Anfossi gruppi folkloristici e di musici ripropongono in uno spettacolo itinerante quel rituale, scomparso negli anni Sessanta del Novecento, eseguendo canti e filastrocche tratti dalla tradizione popolare.
In particolare viene eseguito il classico canto che accompagnava la questa e che iniziava con la strofa: “ Soma partì da ca' nostra ca l’era ‘n prima seira, per venire a saluté e deve la bon-a seira…” (siamo partiti dalle nostre case che era da poco sera, per venirvi a salutare e darvi la buona sera…), seguito da molte altre strofe, alcune scherzose altre bonariamente maledicenti.
Durante la manifestazione, vengono distribuite ai bambini uova di cioccolato.