"Già prima del gran giorno (Pasqua), si hanno tradizioni curiose, una delle quali è la 'raccolta delle uova', che si fa ancora tutt'oggi in qualche villaggio delle Langhe, per es. a Castiglion Tinella: brigate di giovani, allegre e chiassose, vanno in giro durante la notte per le case con uno di ...
"A Mongardino si cantano le uova per tutta la Quaresima, di solito nelle serate di venerdì, sabato e domenica, per adeguarsi agli attuali, più rigidi, ritmi lavorativi /.../; il periodo è ampio per poter visitare tutte le famiglie /.../. Una caratteristica del gruppo dei questuanti di Mongardino ...
Canto di San Silvestro raccolto nel 1990 a Castel Morrone (Ce) da Roberto De Simone. Il commento dell’autore riferisce: “esuberante esecuzione di un canto di questua augurale, messo in atto l’ultimo giorno dell’anno da un gruppo di adolescenti che raccoglievano, di casa in casa, offerte di cibo e...
L'inizio del Carnevale si colloca intorno al 17 gennaio. Al centro del Carnevale recettese ci sono i coscritti (in passato i giovani che avevano superato la visita di leva, oggi in generale i ragazzi intorno ai 19 anni) e la fagiolata del lunedì grasso (al lündas ad Carlué). I coscritti (o fasulà...
L'orso, vestito di paglia di segale, incatenato, attraversa le vie del paese controllato da un domatore. Musicanti e frati declamanti mottetti scherzosi e irriverenti lo accompagnano, facendogli bere del vino di tanto in tanto. L'orso spesso si ribella e tenta di fuggire, ma viene trattenuto dal ...
L’ultima sera di Carnevale si accendeva il falò. “I giovanotti, senza dare nell’occhio, ai recavano in un bosco, chiamato ‘San Sidor’ (S. Isidoro) o ‘d’la panatera’ e rubavano quattro tronchi altissimi. Li conficcavano quindi nel luogo prescelto, in modo da delimitare un quadrato di due metri di...
Nella cittadina di Magliano Alfieri, situata nelle colline del Piemonte meridionale, sono state recentemente riprese tradizioni attive fino alla seconda metà del Novecento nel periodo del Carnevale. Qui troviamo la questua dei magnin, che urlando e schiamazzando vanno di casa in casa a offrire il...
Nei primi decenni del Novecento il Carnevale era una festa molto sentita, con la partecipazione di numerose persone in maschera e di carri allegorici. Nell’occasione veniva anche impiantato il ballo. I giovani, vestiti con vecchi abiti e stracci, giravano di casa in casa per una sorta di questu...
Il Carnevale iniziava con il rituale della questua, organizzata dai coscritti ed i giovani del paese, che giravano di casa in casa per raccogliere fagioli e quant’altro occorreva per la preparazione della fagiolata. I partecipanti andavano in giro mascherati e nelle case visitate tutti cercavano...
Negli anni antecedenti la prima guerra mondiale il Carnevale era “la parodia anche un po’ sguaiata, di certi aspetti formali che proprio ad Ivrea il Carnevale esaltava, avvicinandosi di più alle sagre nordiche descritte magistralmente nei suoi dipinti da Peter Brueghel, anziché alla ricostruzione...
1. A Volvera, paese situato alla periferia della metropoli torinese, il tempo della trasgressione carnevalesca iniziava, come in molte altre località, il giorno dopo l'Epifania. In quella data si dava inizio ad un lungo periodo caratterizzato dalla presenza di due maschere animali: l'orso e la ca...
Il parroco don Leopoldo Corazza in un suo manoscritto di metà Ottocento, descrive il carnevale, giudicandola una delle feste più deplorevoli. Gli ultimi due giorni di Carnevale accompagnati da “suonatori, tamburi, lumache di mare assordanti, con sequela di tutti i ragazzi d’ambo i sessi si usa l...
Il tempo di Carnevale considera un periodo che va dall'Epifania al Triduo pasquale. Le feste del Carnevale nella settimana grassa, mercoledì delle Ceneri e Quaresima sono variabili in quanto determinate a ritroso della Pasqua, la cui datazione nel calendario liturgico dipende dalla luna. La Pasqu...
A Valdieri, dopo un'interruzione di circa cinquant'anni, è stata riproposta la maschera dell'orso di paglia di segale. La preparazione del costume è molto elaborata: la paglia di segale viene lavorata fino a formare una lunga treccia che avvolge e riveste completamente la persona, insieme alla co...
Il Carnevale, che da diversi decenni segue lo stesso canovaccio, prende spunto dal continuo pericolo di furto cui erano soggette le popolazioni canavesane, a partire dalle bande di predoni (barrovieri) del XII secolo fino zingari dei tempi più recenti. I personaggi principali sono: Caraco Pignata...
Al mattino, diversi uomini vestiti da cornuti sono riuniti in corteo e iniziano a far baccano con campanacci, fischietti, tamburi, tamburelli, fisarmoniche, chitarre e altri strumenti a percussione ricavati da contenitori di latta o lavatoi di legno. Il gruppo di cornuti indossa lo stesso costume...
Durante l'ultimo sabato di Carnevale del 1999, è stata rievocata la tradizione, interrotta negli anni Sessanta, della questua per le case del paese condotta dalla maschera del Lupo seguita dal proprio "branco", impersonato dai giovani della frazione. La figura del Lupo di Chianale, particolarment...
La vigilia dell’Epifania si svolge il rituale popolare della questua, in cui i bambini vanno ad aspettare i Re Magi, portando un sacco di fieno e un sacco d'acqua per i cammelli. "Appena cade la sera i bamini maschi che credono ancroa nei Re Magi vanno ad attenderli seguendo itinerari ed obbietti...
Si tratta di una festa che presenta molte analogie con il falò della "Carcavegia" di Premosello-Chiovenda. Seppure gli abitanti del comune credano il contrario e difendano strenuamente l’originalità del loro falò, quelli di Premosello e di Colloro non sono gli unici falò della Carcavegia che si ...
Il falò della Carcavegia non è naturalmente l’unica occasione in cui in Ossola vengono accesi falò di vario tipo. La presenza di fuochi rituali è ben attestata in tutta Italia, in particolar modo nel Piemonte. Le ricerche condotte da Saiu ne hanno catalogati diverse decine. Nella realtà ossolana...