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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Carnevale

Il parroco don Leopoldo Corazza in un suo manoscritto di metà Ottocento, descrive il carnevale, giudicandola una delle feste più deplorevoli. Gli ultimi due giorni di Carnevale accompagnati da “suonatori, tamburi, lumache di mare assordanti, con sequela di tutti i ragazzi d’ambo i sessi si usa la mascherata solenne generale con vestimenta d’ogni sorta e d’ogni colore nauseante pelle schifose imitazioni”. Quindi “il martedì sera avanti il dì delle ceneri” si svolge “la farsa della polenta in sulla piazza, condita con il po’ raccolto nei due giorni lunedì e martedì percorrendo il paese in questua colla cesta, sacco, e barilotto pel vino, plaudente l’erudita ed inclita guarnigione a tanta luridezza… L’avanzo poi del pane, della farina, del grasso e delle uova serve nella domenica prima di quaresima in cui radunasi giovinastri e donzelle ad allestire la lauta cena per compiere nella gozzoviglia fino al mattino l’opera della riprovazione” (Vaccari, 2006, pp. 198-199).

(AL), Italia
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