“I Cisternesi a Carnevale ricordano, con una festa notturna, il primo Principe della Cisterna, Giacomo. Il Principe e la Principessa, scortati da dame e paggetti, scendono dal maniero medievale per dare la loro autorizzazione ai festeggiamenti. I nobili fraternizzano con i loro sudditi: tutti ins...
Il paese “già nel 1560 aveva una sua Badia, i cui componenti legavano con una catena di salciccia chi era sorpreso a lavorare negli ultimi giorni di Carnevale. Un tempo la Badia festeggiava’l Gat Ross, personificazione di un curioso fatto avvenuto nel 1200. Ai giorni nostri Farigliano, a Carneval...
Maschere caratteristiche del paese sono ‘l Tumé e la Tumera, che richiama le tome, tipico prodotto locale. “Il martedì grasso, in piazza, si fa una grande polenta che viene distribuita insieme con salciccia e vino” (Gallo Pecca, 1987, p. 429).
“Il Carnevale, festa rituale di fine inverno, riunisce tutto il paese intorno al gran falò, che conclude lo spettacolo in maschera, e dove contribuiscono a scacciare il freddo la polenta ed un generoso bicchiere di vino” (Varesio, 1999, p. 155).
Negli anni antecedenti la prima guerra mondiale il Carnevale era “la parodia anche un po’ sguaiata, di certi aspetti formali che proprio ad Ivrea il Carnevale esaltava, avvicinandosi di più alle sagre nordiche descritte magistralmente nei suoi dipinti da Peter Brueghel, anziché alla ricostruzione...
In occasione del Carnevale un tempo veniva preparato il “carro allegorico sul quale si sistemava una stufa a legna dove si cuocevano i fagioli con le cotiche e alla sera si ritrovavano tutti nel salono per il gran veglione” (Chiesa, Perdomo, 2007, p. 207). Oggi il Carnevale viene festeggiato una...
Nella frazione San Giacomo a Carnevale “in piazza, davanti alle scuole, si cocevano i fagioli e la panissa che venivano poi distribuiti gratuitamente con cotechino, salame cotto, involtini di cotenna di maiale. Finito il pranzo si passava poi di casa in casa e si offrivano vino, bugie, frittelle...
Con il ballo in maschera al Castello della Rovere, l’ultimo sabato di carnevale, si aprono i festeggiamenti carnevaleschi. Il giorno successivo, nella tarda mattinata da piazza Marconi parte il corteo mascherato che raggiunge il palazzo municipale per la consegna delle chiavi della città a la Be...
Nella frazione Sant’Anna il Carnevale viene festeggiato la prima domenica di quaresima, con distribuzione, a partire dalle ore 12.30, di polenta e salciccia, “tajarin e fasò” (tagliatelle e fagioli), vino. Nel pomeriggio si svolgono la lotteria e i giochi per i bimbi. Sino intorno al 1990 alla f...
Il parroco don Leopoldo Corazza in un suo manoscritto di metà Ottocento, descrive il carnevale, giudicandola una delle feste più deplorevoli. Gli ultimi due giorni di Carnevale accompagnati da “suonatori, tamburi, lumache di mare assordanti, con sequela di tutti i ragazzi d’ambo i sessi si usa l...
La festa di Carnevale inizia con la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati, che attraversa le vie del paese. Segue l’esibizione di artisti di strada (saltimbanchi, giocolieri, clown, ecc.) e la distribuzione di polenta con salciccia e cipolle, bruschetta, vino.
L'orso, vestito di paglia di segale, incatenato, attraversa le vie del paese controllato da un domatore. Musicanti e frati declamanti mottetti scherzosi e irriverenti lo accompagnano, facendogli bere del vino di tanto in tanto. L'orso spesso si ribella e tenta di fuggire, ma viene trattenuto dal ...
"Un tempo, i giovani in giro per i villaggi, a recitare pantomime (cfr. Zuccagni Orlandini)" (Milano, 2005, p. 85). "I giovani travestiti vanno in giro pei villaggi ed eseguiscono di tratto in tratto rozzissime pantomime, al termine delle quali ricevono dagli spettatori castagne, vino e formag...
1. A Volvera, paese situato alla periferia della metropoli torinese, il tempo della trasgressione carnevalesca iniziava, come in molte altre località, il giorno dopo l'Epifania. In quella data si dava inizio ad un lungo periodo caratterizzato dalla presenza di due maschere animali: l'orso e la ca...
Il piccolo paese (dal 1928 frazione di Cerrina) festeggiava, negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, il Carnevale con quattro giorni di festa, dal mercoledì delle Ceneri al sabato successivo. I giovani usavano nell’occasione mascherarsi tingendosi la faccia di nero con un sughero brucia...
L’ultima domenica di carnevale, attorno alle ore 10 inizia la distribuzione dei ‘tortiou’ (frittelle). Un carro, sul quale è installata una cucina per preparare le frittelle, trainato da un trattore percorre le strade del paese. Ad ogni fermata vengono distribuite alle famiglie le frittelle in c...
Il Giovedì grasso un gruppo di giovani andava in giro per le frazioni in corteo, annunciando l’arrivo col suono dei campanacci. Uno dei giovani portava dentro la “civera” (gerla) il “magascion”, un fantoccio di stracci, con all’interno nascosto un capace recipiente. In ogni frazione il portatore...
A Valdieri, dopo un'interruzione di circa cinquant'anni, è stata riproposta la maschera dell'orso di paglia di segale. La preparazione del costume è molto elaborata: la paglia di segale viene lavorata fino a formare una lunga treccia che avvolge e riveste completamente la persona, insieme alla co...
La maschera principale di Piane Sesia è Badik, l’Uomo Selvaggio solitario che, come scrive Gustavo Buratti, si nascondeva nei luoghi più reconditi, senza difesa, nei boschetti (Buratti, 1978). Badik Cavaltreiner era un soldato spagnolo mercenario vissuto nel 1600 che, stanco di guerreggiare, fugg...
Nella frazione Coppi di Cella Monte, durante il Carnevale alcuni uomini si mettevano una coperta sulle spalle e facevano le capre, mentre altri, tra cui la maschera tipica del Baldan, interpretavano la parte dei pastori. Il personaggio di Baldan nascondeva sotto il mantello un fiasco di vino che,...