Napoleone e Catlinin, una popolana, sono i due personaggi rappresentativi del paese nei festeggiamenti carnevaleschi: “dopo essere stati presentati alla popolazione dal balcone del municipio, sfilano per le vie del paese accompagnati da guardie, contadini e contadine e presenziano alla distribuzi...
A Marmora, comune della Val Maira, un tempo era usanza comune, durante il periodo carnevalesco, oltre alla presenza delle solite maschere, fare 'l'Arburin', che consisteva nel decorare un albero con nastri di vario colore e nascondere al suo interno la Sposa; lo Sposo doveva poi trovarla (Bertone...
“I giovinastri di Lemie, durante il periodo carnevalesco, giravano il paese con le campane delle mucche o delle capre, producendo un fragoroso scampanio. L’ultimo giorno di Carnevale i ‘mascradaj’, cioè i giovani del posto travestiti, salivano su un ‘birocc’ addobbato con ‘rame, bindej e ciòche’...
Nella frazione Sessana da tempo immemorabile "la domenica prima delle Ceneri, iniziano i festeggiamenti del Carnevale, con balli, bevute canti e abbuffate che durano fino al martedì grasso. Il clou della festa si raggiunge col Processo al Carnevale, dove viene messo sotto accusa il compaesano ch...
Durante il carnevale, organizzato fino al 1908 dalla Badia, veniva “anche promossa l’antica usanza del taglio della testa del gallo da parte di un giovane con gli occhi bendati; ed inoltre giochi, come l’albero della cuccagna e la corsa nei sacchi” (Ramella, 1996, p. 135). Oggi il programma dei ...
“Fino al 1950 si svolgeva a Carnevale, con la partecipazione di gruppi di Quagliuzzo e di Parella, una ‘marcia’, caratterizzata dalla presenza dei ‘curor’ (corridori), che, secondo una vecchia usanza, precedevano i vari gruppi, muniti di un lungo bastone ornato di fiocchi. Nel 1950, per onorare...
Il Carnevale inizia tradizionalmente il giorno dell’Epifania, con la sfilata della Veggia Pasquetta, la madre di Marcantonio. Il corteo parte da via Rossi e attraversa le vie del centro, fino in piazza Vittorio, dove avviene il processo (incentrato sul fatto che il Vecchio Bacucco, marito della V...
"Nelle domeniche durante il Carnevale, è usanza in questi paraggi, mentre fervono le danze, che vengano prese di mira, dagli astanti ballerini, quattro coppie di danzanti tra i più in fama di abbienti e li sollevano coem in trionfo, fino a mezzo metro di altezza, chiamandoli abbà. I quali, a data...
COMUNE DI VIGGIANELLO, in un contesto ambientale caratterizzato da una struttura insediativa anomala, tipica del medioevo, che si dispiega su uno sperone roccioso circondato da enormi distese boscose e da torrenti e canali che ne aumentano il fascino e la bellezza. Valutazione interesse culturale...
"Nella frazione Mollere di Ceva, la domenica di Passione (detta in gergo comune Lazzara), si fanno le frittelle e questa festa o usanza vien detta fricciolara" (Milano, 2005, p. 171)
Intervistato nel 2007, Don Carlo Peano, da trent'anni parroco presso la Parrocchia di San Firmino (Revello), narra la storia di questa frazione e del suo rapporto con il fiume Po.San Firmino, patrono della buona salute e dei bambini, era conosciuto anche dagli antichi romani.Don Carlo racconta c...
A Capodanno “i giovanotti che volevano ingraziarsi le ragazze, si presentavano alla loro porta a fare gli auguri, in modo rumoroso e coreografico, come di una danza, e questa usanza era detta ‘donnà les oubaddas’ “(AA.VV., 1983, p. 46)
Nella frazione Laietto il giorno dell’Epifania “era usanza che tre ragazzini vestiti grossolanamente, sotto un pittoresco ombrello e con due candele in mano, salissero su un tino rovesciato sul sagrato della chiesa e qui accogliessero all’uscita della messa gli uomini e le donne per unirli in mat...
FESTA DELLA CARITÀ - Dal XIII secolo ad oggi, a Scurzolengo, il 6 maggio si confezionano focacce in quantità. Questa ricorrenza ricorda l'usanza dei signori del feudo di Scurzolengo di mettere all'asta, in questo giorno, focacce preparate con uova, burro, farina e zucchero, e di donare il ricavat...
Le celebrazioni iniziano verso le 9.30 del mattino: lo spadonaro che abita più vicino alla chiesa offre agli altri spadonari un rinfresco. Qunidi, tutti e quattro, si trasferiscono al municipio, dove si ritrovano con la banda musicale. Presso la chiesa parrocchiale si forma poi la processione con...
La festa di San Giorgio è la festa più importante del paese di Tricerro e si svolge la terza domenica di luglio. Fino al 1977 la festa era celebrata il 23 Aprile, rispettando il calendario liturgico, ma in seguito a diversi episodi di maltempo primaverile, la pro loco ha deciso, con il beneplacit...
Una tipica e tradizionale manifestazione di questo paese è la corsa dei buoi in onore di san Giorgio, che si tiene ogni anno (dal 1236) la domenica successiva al 23 aprile, festa del santo. La singolare manifestazione è unica nel suo genere nel folklore italiano ed è simile a quella di Asigliano ...
A Fenils, frazione di Cesana Torinese, era usanza festeggiare la vigilia di San Giovanni Battista con un grande falò, chiamato in patois fuo de giio, fuoco di gioia. Durante il pomeriggio del 23 giugno, i giovani del paese raccoglievano la legna necessaria con molto impegno, poiché, essendo divis...
Sino a metà Ottocento, “nel giorno di san Giovanni era usanza ornare esternamente la cappella della Visitazione con fronde e fiori (utilizzando in particolar modo peonie selvatiche dette 'fiori di san Giovanni') e si innalzava una specie di albero della cuccagna con nastri e fiori” (Bosio, Tosin,...
Nella frazione Cocconito, borgata Bricco, nella piccola chiesa di Rocco in occasione della festa del titolare fino agli anni Cinquanta del Novecento veniva celebrata la messa, seguita dalla benedizione del bestiame. Cessata quest’ultima usanza, il 16 agosto (o in un giorno prossimo a tale data)...