Feste popolari
Carnevale - Elezione degli abbà - I 'magnani'
"Nelle domeniche durante il Carnevale, è usanza in questi paraggi, mentre fervono le danze, che vengano prese di mira, dagli astanti ballerini, quattro coppie di danzanti tra i più in fama di abbienti e li sollevano coem in trionfo, fino a mezzo metro di altezza, chiamandoli abbà. I quali, a dataredaquel giorno, devono provvedere - i maschi alle spese dei futuri balli carnevaleschi e le femmine ad una cena ai loro compagni, come sopra sollevati e chiamati abbà, munendoli d'una appariscente coccarda rossa che loro applicano sul bavero della giacchetta o sul cappello" (Milano, 2005, p. 89).
"Quattro coppie di danzanti sollevate ad un tratto come in un trionfo ed acclamate Abbà. Dovranno provvedere alle spese dei futuri balli carnevaleschi. Coccarda 'ad hoc'.
"Un lavoratore andato a qualsiasi occupazione, portato a forza all'osteria e costretto a pagare da bere ai suoi aguzzini.
Brutto scherzo carnevalesco a ragazze che da una borgata siano andate a passare la sera (la 'vià') in altra borgata: portate su slitte tra gazzarra e concerto di campanelli, latte, ecc..." (Milano, 2005, p. 87).
"Gli abbà a Ostana - elezione molto rudimentale degli abbà - levati in trionfo durante il ballo" (Milano, 2005, p. 126).
"Se in tempo di carnevale un gruppo di ragazze va a passare la sera ('vià') nella stalla di una loro compagna che abita in un'altra borgata, i giovanotti di questa frazione (che le hanno viste, non potendo passare inosservate essendo le case le une molto vicine alle altre), si preparano una slitta, numerose corde, campanelli, latte da petrolio, ecc... poi aspettano nascosti che queste ragazze escano per tornarsene alle loro case. Appena sono fuori le prendono, le legano sulla slitta. e poi fanno fare alle poverette così legate tutto il giro del paese gridando, suonando e facendo un chiasso indiavolato...
Se un gruppo di buontemponi, l'ultimo giorno di carnevale, vede qualche individuo intento al lavoro, lo prende e lo costringe a recarsi all'osteriae là deve, il poveretto troppo laborioso, pagare da bere a tutti" (Milano, 2005, p. 90).
"...altre ancora, più semplici e spesso grottesche erano le tradizioni dei 'magnani' a Ostana, San Michele, Niella Tanaro e altrove..." (Milano, 2001, p. 301)