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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Carnevale

“I giovinastri di Lemie, durante il periodo carnevalesco, giravano il paese con le campane delle mucche o delle capre, producendo un fragoroso scampanio. L’ultimo giorno di Carnevale i ‘mascradaj’, cioè i giovani del posto travestiti, salivano su un ‘birocc’ addobbato con ‘rame, bindej e ciòche’ (frasche, nastri e campane) e giravano le varie frazioni di Lemie cantando canzoni probabilmente dal contenuto goliardico, accompagnati dai ‘sonador’ (suonatori di tromba o fisarmonica). Dal carro facevano oggetto di scherzi le persone incontrate, soprattutto alle donne erano indirizzati richiami e provocazioni. Soltanto in tempi più recenti anche le donne mascherate da uomini avevano accesso al carro. Terminato il Carnevale le decorazioni del carro venivano bruciate Al Martedì grasso di consumava un cibo speciale per quelle genti abituate a pasti più frugali: alla polenta venivano aggiunti toma e burro per fare la ‘polenta consa’ (polenta concia). In questo giorno (e a volte anche nella Domenica grassa), a Lemie, as magninao toiti (si sporcavano tutti): era pericoloso uscire perché chiunque si fosse incontrato poteva avere le mani sporche di carbone e annerirti la faccia. Questa usanza era prerogativa dei più giovani e soprattutto dei ragazzi nei confronti delle ragazze” (Bosio, Tosin, 2005, p. 86).

LEMIE (TO), Italia
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