Feste popolari
Carnevale
Nella frazione Sessana da tempo immemorabile "la domenica prima delle Ceneri, iniziano i festeggiamenti del Carnevale, con balli, bevute canti e abbuffate che durano fino al martedì grasso.
Il clou della festa si raggiunge col Processo al Carnevale, dove viene messo sotto accusa il compaesano che più si è comportato male durante l'anno passato. Questa persona non viene citata ma è rappresentata da un fantoccio, la Vecchia.
I paesani si travestono: i personaggi rappresentati sono cardinal Lucifero, parroco don Brenta, suore, chierichetti, avvocato difensore Damigiana, avvocato accusatore Pintone, dottor Minighetti, infermieri, giurati e guardie.
Tutti insieme rappresentano un vero e proprio processo, con tanto di pianti, grida e urla.
Alla fine l'imputato viene sempre condannato al rogo, ed è accompagnato in processione dalla Banda Musicale. Viene quindi bruciato su un grande falò preparato per l'occasione.
Il processo e la successiva condanna al rogo della Vecchia rappresentano l'antica usanza pagana di prendersi gioco della nobiltà tiranna del luogo.
La prassi era tollerata dalla classe dominante perché ritenuta utile valvola di sfogo per il popolo suddito. La Vecchia da portare al rogo di mezzanotte rappresentava in verità la Signoria del Castello di Gabiano, che troneggiava tutto l'anno sulle teste dei sessanesi.
Il giorno successivo tanti anni fa era tradizione passare di casa in casa per il paese a raccogliere uova, cipolle, e tutto il necessario per fare una grande frittata comunitaria.
Qui entrava in ballo la Capra: un sessanese si traveste da capra indossando un vello di ovino sulle spalle od un sacco, ed assume la posizione del quadrupede con l'aiuto di due stampelle di legno.
Questo stratagemma anticamente serviva per mimetizzare i paesani che mancavano da casa per la festa da diversi giorni, e che avevano problemi nel rincasare perché le mogli erano pronte ad attenderli dietro la porta di casa col mattarello.
Mentre alcuni distraevano la moglie con canti e brindisi, altri riportavano il marito nella propria casa, a letto.
Pittoresca, ed accompagnata da grandi bevute, la festa è stata abbandonata per alcuni anni, ma mai è caduta nell'oblio, e negli ultimi anni è ripresa.
Come tradizione si passa per il paese di casa in casa a raccogliere offerte, che vengono utilizzate per una grande fagiolata libera per tutti, e il mercoledì sera si termina con la grande frittata comunitaria e con le bugie - dolci tipici del del periodo carnevalizio - con l'arrivo della Capra ed il Processo al Carnevale" (www.comune.gabiano.al.it)