La prima fase del Carnevale è il tradizionale rituale della “ciapeta”: il sabato e la domenica precedenti la festa le maschere locali, don Picula e Sora Pinota, girano per il paese ad annunciare il Carnevale. L’ultima domenica di Carnevale al pomeriggio si svolge per le vie del paese la sfilata...
A Cascinagrossa in occasione del Carnevale dal 1900 al 1930 circa la bosinata veniva recitata nella piazza del paese da Elia Castellani (‘u Lia’), mascherato, affiancato dall’amico ‘Gabot’ e altre persone in maschera. “Finita la businà, la carovana di maschere si recava a Litta per unirsi ai loc...
I festeggiamenti iniziano il venerdì antecedente l’ultima domenica di carnevale. Alla sera, dal balcone del palazzo comunale, dopo la lettura del proclama vengono presentate le maschere locali della Bela Ampajaura e del Cadregat e i loro paggetti. Segue la fiaccolata per le vie del paese, a cui p...
Nel sobborgo alessandrino di Lobbi il “ciclo carnevalesco iniziava col giovedì grasso e terminava il martedì successivo. […] Tutti prendevano parte alla festa mascherandosi con abiti vecchi e buffi e truccandosi con tappi di sughero bruciati o fuliggine. Andavano di casa in casa e si riunivano...
Nel paese, anche se non mancano indizi “che attesterebbero l’esistenza di una sommersa ma vivace vena satirica di stampo popolare” (Castelli, 1999, p. 141), la bosinata vera e propria “sembra essere una ‘tradizione inventata’ negli anni ’70 dal presidente della Pro Loco , Vanni Ramponelli, ‘Cava...
Il Carnevale già tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo veniva festeggiato con la sfilata di carri allegorici. Lungo tutto il Novecento, salvo brevi interruzioni dovute a vicende belliche e crisi economiche, i festeggiamenti carnevaleschi hanno sempre avuto grande rilevanza. Nel 1952, venn...
Il Carnevale torinese ha origini molto antiche e le prime attestazioni sono legate a provvedimenti delle autorità per evitare problemi di ordine pubblico, dovuti al clima di trasgressione creato da “riti spesso comici e licenziosi, trionfo del piacere più sfrenato con banchetti, danze, giochi e l...
Nel paese a Carnevale “sfilavano carri con personaggi mascherati: la Castellana, una reginetta di origine storica, e una volta anche il personaggio di Garibaldi” (Castelli, 1999, p. 118). Tra inizio Novecento e metà anni Cinquanta venivano recitate in piazza le ‘busiunè’ dialettali che “svelavan...
Nel paese “l’ultimo giorno di Carnevale, nel pomeriggio, facevano il giro del paese le maschere sui carri allegorici tutti addobbati; trainati da cavalli o buoi anch’essi adornati con coccarde di carta crespa multicolore. Giunti sulla piazza principale, un cassinese dal suo ‘ciabot’ recitava ‘ra ...
Nella frazione Castelferro la tradizione della businata in occasione del Carnevale “era già in uso nell’Ottocento” (Castelli, 1999, p. 124). Veniva composta “d’inverno nelle stalle, all’insaputa dei più; da parte di un gruppo di buontemponi, essenzialmente su argomenti paesani: si scriveva su di ...
Nel paese in occasione del carnevale venivano declamate le bosinate. Queste ”si sarebbero effettuate sino al 1936 circa, con testi forse a stampa, di cui però non si rinviene traccia. Trattandosi di un paese con forte tradizione di sinistra, sono restate nella memoria alcune strofette di intonazi...
Nel paese “sino agli anni ‘50 circa, un comitato informale dei festeggiamenti (di solito gruppi di giovani o meno giovani buontemponi) organizzava carri e mascheramenti vari, mentre i più dotati di estro poetico componevano il testo del ‘Testament ‘d Carvé’ satireggiante un po’ tutti. Nel 1947-48...
I festeggiamenti carnevaleschi si aprono, la terzultima domenica di carnevale con la tradizionale raccolta delle uova. Il giovedì successivo, alla sera, avviene presso il palazzo municipale, la presentazione delle maschere ufficiali locali, Barbagiogiu ed Erbaluce con il seguito dei Rubiun e dell...
Nel 1976 il comitato “Amici del Carnevale Andezenese” lanciò un concorso con sfilata per le vie del paese di carri allegorici e gruppi mascherati. “Tutti i partecipanti erano tenuti a gareggiare obbligatoriamente per il proprio borgo” (Bassignana, s.d., p. 139). Il paese venne diviso nei seguent...
“La Bela Fasolera, eletta il venerdì grasso, partecipa alla sfilata notturna delle maschere, alla parata dei carri allegorici e presiede, soprattutto, alla fagiolata (fasoj grass), che viene qui chiamata celtica” (Gallo Pecca, 1987, p. 471).
L'inizio del Carnevale si colloca intorno al 17 gennaio. Al centro del Carnevale recettese ci sono i coscritti (in passato i giovani che avevano superato la visita di leva, oggi in generale i ragazzi intorno ai 19 anni) e la fagiolata del lunedì grasso (al lündas ad Carlué). I coscritti (o fasulà...
I festeggiamenti carnevaleschi si aprono il sabato con l’uscita del giornale satirico “L’Asino” e, nel pomeriggio, il giro mascherato per le “bettole” del paese con accompagnamento musicale; l’ultima tappa è al Pasquè, per la cena. Domenica alle ore 12.30 all’Alveare avviene la prima distribuzi...
Personaggi del Carnevale sono la Castellana, che ricorda i conti Biandrate, e il Generale, che “riproduce il personaggio napoleonico, creato per coordinare e dirigere il Carnevale dei vari rione, funzione esercita un tempo dalle abbadie. […] Nell’attuale Carnevale rappresentano i quattro cantoni...
I festeggiamenti carnevaleschi si aprono, nel primo pomeriggio, con la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati che da San Sebastiano raggiungono la piazza della chiesa. Seguono alle ore 16 la fagiolata e, a conclusione della festa, il falò in cui viene bruciato Pery Carvé (padre Carnevale).
“Durante il Carnevale Gavasun e Gavasun-a ricevono dal sindaco le chiavi della città e partecipano ad una fiaccolata e alla sfilata di carri allegorici” (Gallo Pecca, 1987, p. 340).