Feste popolari
Carnevale
Nel sobborgo alessandrino di Lobbi il “ciclo carnevalesco iniziava col giovedì grasso e terminava il martedì successivo. […] Tutti prendevano parte alla festa mascherandosi con abiti vecchi e buffi e truccandosi con tappi di sughero bruciati o fuliggine. Andavano di casa in casa e si riunivano nella stalla più grossa od attorno a un falò. […] Frequenti erano le declamazioni delle ‘businà’, satire dialettali di autore anonimo, portavoce dei sentimenti, delle speranze e dei fatti più salienti dell’anno trascorso” (Anonimo, 1982, p. 24). La sera di Martedì grasso “si bruciava il carnevale: si preparava un fantoccio molto alto costituito da sterpaglie e rami che veniva incendiato e contro cui si sparavano anche colpi di fucile” (Anonimo, 1982, p. 24).
Verso la fine degli anni Settanta, i festeggiamenti carnevaleschi riacquistarono interesse con la sfilata di carri allegorici e il ripristino del tradizionale ballo mascherato.