L'aratro è composto da bure e da due gruppi vomere-versoio #rumaroi#, fissati ad un carretto a due ruote #cjarugel#. Ciascun #rumaroul# è formato da un vomere metallico, da una stegola e da una bure in legno d'olmo.
L’attrezzo consta di due parti distinte e uguali: due pertiche fungono da bure e terminano nei manici; in basso sono fissati dei vomeri e i versoi, uno per pertica. Questi attrezzi venivano fissati al carretto #cjarugjel# con catene.
Nel giorno in cui si celebra l'ascesa di Gesù al cielo e in chiesa si spegne il cero pasquale, si usava produrre e mangiare il burro dell'Ascensione (Dell'Acqua, 2004, p. 336). La festa è tutt'ora attiva, ma viene celebrata di domenica e non più di giovedì, con una messa.
Il "Baito", del 1729, è una costruzione rettangolare usata per la lavorazione del latte. All'interno, di particolare valore architettonico, è la volta a botte del "logo del late" e pure interessanti sono gli utensili originali per la produzione del burro e del formaggio.
Il battiburro, a forma di paletta rettangolare con impugnatura, presenta degli intagli a forma di tronco di piramide, di forma più o meno regolare, che conferisce alla superficie del burro la forma di una griglia.
L'intervistata nella sua cucina ci parla della ricetta del bur brusâ preparato secondo la tradizione della sua frazione, Villamezzo di Paularo, e ci racconta alcuni aneddoti legati al piatto stesso e alla sua vita privata. Filmati della preparazione del piatto ci illustrano la procedura.
A seconda della dimensione del seme da ripulire si usa un tipo di vaglio diverso; la macchina presenta due manici che consentono lo spostamento manuale dell'attrezzo.
Dalla pubblicazione “Basilicata Food & Wine” edita dall’Unione Regionale Cuochi Lucani, una ricetta dello chef Michele Tamburrino Ingredienti per quattro persone: CANNOLO ALLE OLIVE: 50 gr. di Olive di Ferrandina (disidratate e senza nocciolo), 40 gr. di Pane bianco in cassetta, 60 gr. di Farina ...
I giovani monesigliesi, nel periodo invernale, praticavano il rituale del ‘canté j’euv’ (cantar le uova), dettagliatamente descritto da Augusto Monti nel romanzo ‘I Sanssôssí”: "D'inverno cantar le ova, d'estate sfide al pallone o gare di ‘tela’ e in mezzo, Carnevale: la vicenda era quella. ...
L’inizio della primavera veniva festeggiato dai giovani, che per l’occasione adornavano un grosso ramo di pino con nastri multicolori, fiori e pupazzi. Il gruppo andava in giro per il paese con il pino, portato “dalla più prestante delle fanciulle” (Brosio, 1961, p. 30), fermandosi sotto i balc...
Durante il Carnevale avveniva il rituale del taglio della testa del tacchino. “L’animale veniva sotterrato fino al collo e dei giovani bendati, a gara, dovevano cercare di spiccargli la testa con una spada di legno. Importante a Carnevale era anche la presenza dei Tòni che recitavano, in piazza, ...
“I giovinastri di Lemie, durante il periodo carnevalesco, giravano il paese con le campane delle mucche o delle capre, producendo un fragoroso scampanio. L’ultimo giorno di Carnevale i ‘mascradaj’, cioè i giovani del posto travestiti, salivano su un ‘birocc’ addobbato con ‘rame, bindej e ciòche’...
“Il Carnevale di Vestigné risale al 1436, come risulta dai testi tradotti dal latino da Piero Fiandesio e don Emilio Curtetto, e da studi di Ines Fornera. Protagonista del Carnevale è la Reginetta, il cui nome rimane segreto fino alla cerimonia della sua proclamazione agli abitanti del paese. In ...
Sino all’inizio del Novecento durante uno degli ultimi giorni di carnevale c’era l’usanza di tagliare la testa al tacchino (‘biru’): “Ciò accadeva nel ‘prà dal pus’ verso il ‘navili’ (canale Gazelli). Il tacchino legato alle gambe, veniva messo in una buca, da cui uscivano solo la testa e il coll...
I festeggiamenti si svolgono nel primo fine settimana, dopo martedì grasso. Sabato alle ore 20 vengono presentati il Cartuné e la Funsnera, maschere rappresentative del paese. Domenica durante la mattinata si svolge la sfilata nelle frazioni e, dopo celebrazione della messa viene distribuita la...
Maschere tipiche del Carnevale della frazione Laietto sono le Barburie, che prevedono per i figurati (suddivisi nei gruppi dei belli e dei brutti), rigorosamente di sesso maschile, l’anonimato, garantito dall’utilizzo di maschere che celano il viso. Il Carnevale si sviluppa in un corteo lungo l...
“Il pomeriggio del martedì grasso Zòrs viene issato sopra un carro e portato in giro per le vie del paese; quando giunge un piazza legge il testamento, il consueto documento carnevalesco con cui si passano in rassegna, per burla, tutti i fattacci e gli scandali del paese. La sera Re Zòrs, il gran...
La maschera principale di Piane Sesia è Badik, l’Uomo Selvaggio solitario che, come scrive Gustavo Buratti, si nascondeva nei luoghi più reconditi, senza difesa, nei boschetti (Buratti, 1978). Badik Cavaltreiner era un soldato spagnolo mercenario vissuto nel 1600 che, stanco di guerreggiare, fugg...
Recentemente è stata trovata a Cunico la presenza di una figura vegetale: "Un orso carnevalesco rivestito di foglie di granoturco inumidite e opportunamente arricciate con la stessa tecnica con cui si ottengono i riccioli di burro e gli gnocchi a partire dall'impasto di patate. Un'arricciatura ch...