“Il primo dell’anno si ha una cerimonia particolare che va sotto il nome di ‘portè i cucaliéi’, alla lettera ‘portare i bozzoli’, e che è chiamata, in versione italiana, ‘portar fortuna’. Per quanto possa apparire strano non si porta nessun bozzolo. Si tratta di questo. Gli uomini nella mattinata...
Il "Pranzo del Purgatorio" viene allestito il Mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, per circa duemila persone con una serie di alimenti magri, per pregare la misericordia divina per le anime del Purgatorio. I prodotti vengono cucinati dai membri della "Fratellanza del Purgatorio", tu...
Recipiente di terracotta con quattro aperture triangolari nella parte mediana, per permettere agli animali di bere. Il corpo, che va restringendosi in un collo stretto si riapre nell'imboccatura di forma svasata. L'imboccatura presenta alla base una decorazione geometrica con motivi lineari e ond...
L’attività del negozio Alimentari Rasulo inizia nel 1953, con la signora Maria Rasulo e il marito, signor Michele Fornabaio, zio del titolare attuale che, con la macchina a noleggio, andava fuori Stigliano per rifornirsi dei prodotti, come le mozzarelle a Paterno, i legumi a Napoli. Quando iniziò...
I Pecollo allevano bovini da tre generazioni. La nuova stalla, a Chiusa Pesio, è un moderno edificio dotato dei sistemi più all'avanguardia in fatto di mungitura e di pulizia delle superfici. Il loro è un latte che va ad inserirsi nella categoria "Alta qualità". Nell'intervista Domenico ed i suo...
Anna Maria Amisano, classe 1938 e Giuseppe Tassinario, classe 1945, provengono entrambi da famiglie contadine e ci raccontano le tradizioni alimentari della loro infanzia. Il nonno dopo pranzo si concedeva sempre un cucchiaio di mostarda ottenuta dal mosto dell’uva prima della fermentazione. Prop...
Nel 1882 Antonio Dragone, mediatore di vini originario di Monopoli, apre il primo ciddaro (cantina tipica materana) nei pressi della Chiesa di Sant’Agostino, nel Sasso Barisano. Suo figlio Michele lo segue nel 1920 aprendone uno nuovo in Via San Biagio, diventato presto punto di ritrovo della soc...
La festa, nata nel 1983, rappresentava una sorta di carnevale estivo, nel quale erano utilizzati gli stessi carri allegorici di quello invernale, opportunamente adattati e illuminati. Durante la sfilata lungo i viali dell’Allea, i carri erano intervallati da gruppi in costume di ispirazione tro...
Nel giorno di Sant’Orso, oltre a trarre auspici per la futura annata agricola, “bisognava bere e mangiare tutto quello che c’era, bisognava fare l’orso. Ci si coricava per terra, soprattutto bisognava bere molto per fare el bal ‘d l’urs, il ballo dell’orso: uno saltava sulle spalle dell’altro e p...
Bruno Pesce racconta della sua esperienza presso una piccola azienda orafa di Valenza. Lui era "garsunì" a 14 anni, si adattava a fare commissioni e i lavori più semplici. In prima mattinata faceva il giro degli operai per chiedere che panino volessero per colazione: mortadella o gorgonzola. Ma f...
Nella tradizione garganica, l'arancia si presta a molteplici ed eterogenei usi, al di là del suo consumo diretto, grazie allo sfruttamento integrale di ogni sua parte. Come sottolinea l'informatrice, si tratta di saperi in via di estinzione, che negli ultimi tempi sono stati però oggetto di recup...
La festa di santa Martina Vergine e Martire cadeva a fine gennaio nel periodo conosciuto come "i giorni della merla" che rappresentavano il periodo freddo dell'inverno. Cantare Martina voleva dire festeggiare la fine del periodo più duro dell'inverno. Dalla fine di gennaio fino alla fine di Carne...
Sino all’inizio del Novecento durante uno degli ultimi giorni di carnevale c’era l’usanza di tagliare la testa al tacchino (‘biru’): “Ciò accadeva nel ‘prà dal pus’ verso il ‘navili’ (canale Gazelli). Il tacchino legato alle gambe, veniva messo in una buca, da cui uscivano solo la testa e il coll...
1. A Volvera, paese situato alla periferia della metropoli torinese, il tempo della trasgressione carnevalesca iniziava, come in molte altre località, il giorno dopo l'Epifania. In quella data si dava inizio ad un lungo periodo caratterizzato dalla presenza di due maschere animali: l'orso e la ca...
Il Carnevale di Borgosesia, di origini ottocentesche, si articola oggi lungo l'arco di circa un mese fino al mercoledì delle Ceneri, con numerosi appuntamenti. I festeggiamenti si aprono, solitamente di sabato, con l'arrivo della maschera, Peru Magunella, atteso in piazza Marconi dalla consorte G...
Il tempo di Carnevale considera un periodo che va dall'Epifania al Triduo pasquale. Le feste del Carnevale nella settimana grassa, mercoledì delle Ceneri e Quaresima sono variabili in quanto determinate a ritroso della Pasqua, la cui datazione nel calendario liturgico dipende dalla luna. La Pasqu...
"L'animale carnevalesco aveva un muso da orso e indossava una pelliccia. Andava per le case e la gente gli dava da bere" (Scabini, 1994, p. 7). "Erano vestiti con foglie di meligacci, sacchi di iuta e sporchi di nero fumo in volto" (Scabini, 1994, p. 6).
A Valdieri, dopo un'interruzione di circa cinquant'anni, è stata riproposta la maschera dell'orso di paglia di segale. La preparazione del costume è molto elaborata: la paglia di segale viene lavorata fino a formare una lunga treccia che avvolge e riveste completamente la persona, insieme alla co...
"La scena carnascialesca del malfattore che lavora in martedì grasso ed è perciò legato con le salsicce, è talvolta una commedia ordita all'uopo. Il tale va a lavorare, alcuni corrono ad avvertirlo, in piazza si fa il processo, giudice, avvocati, ecc. ecc...tutto l'apparato. Condanna del delinque...
A Vastapaglia il rituale carnevalesco iniziava la domenica precedente il martedì grasso con le questue eseguite dai maschi (bambini e adulti) alla sera nelle case della frazione e della vicina borgata Tani. Con il ricavato delle questue si organizzava la festa, alla quale veniva invitato qualcuno...