La rafanata è un piatto tipico della Basilicata, simile a una frittata cotta al forno Rafanata Lucana. Si prepara nel periodo di carnevale e prende il suo nome dal rafano rusticano, ovvero il rizoma della pianta Armoracia Rusticana, una radice dal gusto fortemente balsamico e piccante. Ingredient...
Intervistato nel 2012, Ramella Trafighet Giuseppe, classe 1938, conduce una vita semplice quanto dura: fatta di lunghe giornate passate ad accudire i suoi animali, a fare la toma e portare avanti le tradizioni apprese dalla sua famiglia. Entrare nel suo mondo è un piacevole salto nel passato, un ...
Intervistato nel 2004, Raul Molinari, classe 1935, direttore dell'Enoteca del Moscato di Mango, è stato uno degli ultimi "bacialé", un intermediario per l'organizzazione di matrimoni. Raul Molinari racconta, infatti di come abbia combinato decine di matrimoni tra contadini piemontesi e donne del ...
Nel paese veniva rappresentato “Il figliol prodigo”, come attesta un documento del 27 marzo 1765. “Lo spettacolo si teneva ‘nanti la facciata della chiesa parrocchiale sul cimiterio sempre ancora in luogo sacro’. Gli attori per evitare di calpestare la terra benedetta che ospitava i loro morti re...
"Rappresentazioni carnascialesche a Roddi d'Alba, ecc..." (Milano, 2001, p. 152). "... rappresentazioni intieramnente profane, e non più mute ma parlate, che sogliono farsi qua e là negli ultimi giorni di carnevale, e potrebbero talvolta /.../ - come le rappresentazioni di Roddi d'Alba, di Pev...
"A Cuneo - 1426: 'La Stella' ovverosia 'I Re Magi' " (Milano, 2005, p. 156).
Il giorno dell’Epifania, alcuni giovani del paese, che nell'anno in cui compiono i 18 anni, impersonano i tre Re Magi (detti Re Bello, Re Rosso e Re Moro), accompagnati ciascuno da due paggi, San Giuseppe e Maria. Prima della messa solenne delle ore 11.00, Giuseppe e Maria accompagnano la statua ...
Nella mattinata del giorno dell’Epifania nel paese si svolge la rappresentazione della visita dei Re Magi a Gesù Bambino, una tradizione di origine ottocentesca, organizzata dai coscritti che nell’anno compiono i 18 anni.
"Rappresentazione carnevalesca a Peveragno, d'origine francese (?). Moltissimi personaggi, una settantina, palco 'ad hoc', specie di sotterraneo ad uso prigione" (Milano, 2005, p. 105; anche p. 63 - con la storia di Biròn). La canzone del Birùn ricorda un fatto clamoroso avvenuto a Parigi nel...
"A Castagneto (Castagnito) d'Alba una società filodrammatica di contadini lo mette in scena ogni anno per fare, come si suol dire, un bel teatro. Essa lo produsse negli inverni del 1893 e in quelli del 1894 e 1895, nè si ha dubbio che continuerà a farlo trionfare anche in seguito" (Milano, 2005, ...
"Rappresentato con grande successo a Santa Vittoria d'Alba nell'inverno del 1851 o 1852, a Vezza d'Alba nel 1872" (Milano, 2005, p. 153)
"Rappresentato con grande successo a Santa Vittoria d'Alba nell'inverno del 1851 o 1852... " (MIlano, 2005, p. 153)
"Sacra rappresentazione, da riferirsi esclusivamente agli anni 1924, 1925, 1926, 1937, 1946 rispetto a date antecedenti, le uniche documentate risalgono al 1830 e 1877. Il "Gelindo" è una sacra rappresentazione di autore anonimo risalente al XVII secolo; i testi originali prevedevano l'utilizzo s...
La rappresentazione del “Pastore Gelindo, ossia la nascita di Gesù Cristo e la strage degli innocenti” è attestata dal 1854. “Dalla formulazione del titolo si può presumere che, per il Gelindo, venisse utilizzata la versione monferrina, da una delle edizioni al tempo disponibili o magari una copi...
La commedia del Gelindo, nella versione in vernacolo novarese rifatta dal padre cappuccino Giovanni Maria Tognazzi con musiche composte dal confratello padre Paolo Rota, viene rappresentata per la prima volta nel teatro salesiano dalla filodrammatica promiscua ACLI di Sant’Agabio il 26 dicembre ...
La commedia di Gelindo “entra dapprima nelle stalle, luoghi deputati del ritrovo serale, dove la sua storia viene letta durante le sere della novena di Natale; approda in seguito al palcoscenico, previa opportuna riduzione (la versione letta consisteva in 5 atti per un totale di 73 scene)” (Enr...
La prima rappresentazione moderna del Gelindo ad Asti è avvenuta nel 1955, messa in scena dalla filodrammatica Don Bosco in occasione del Natale 1955 e replicata sicuramente l’anno successivo e quindi nel 1958, 1961, 1962 ed ancora nel 1978 (cfr. Leydi, 2001, p. 184). “Nel 1977, in occasione de...
La rappresentazione del Gelindo a Ponti, nell’oratorio di San Sebastiano, durante gli anni Sessanta dell’Ottocento è narrata nel romanzo 'I sanssôissi' di Augusto Monti (Monti, 1963=1993). L’autore prende probabilmente spunto se non da esperienze personali almeno da racconti familiari, senza”esc...
Dal 1924, in occasione del Natale, presso il Teatro San Francesco viene rappresentato il "Gelindo", il famoso dramma in dialetto di autore anonimo del Seicento. Narra la visita del pastore monferrino Gelindo al presepe di Betlemme, con episodi comici in cui intervengono i membri della sua famigli...
“Sacra rappresentazione, da riferirsi esclusivamente agli anni 1877, 1889, 1937, 1946. Il corteo, aperto dall'Angelo della Croce seguito dagli altri personaggi, raggiungeva il luogo della rappresentazione: un palco allestito in un prato poco sotto l'abitato. La scenografia è essenziale, composta ...