Nella città, dopo un periodo di sospensione durante il governo napoleonico, le processione delle rogazioni vennero riprese nel 1820, “rispettando gli antichi itinerari e le stazioni: 1° giorno: S. Guglielmo, S. Giorgio, la cappella del cimitero, il luogo della distrutta chiesa di S. Agostino, S. ...
Le tre processioni delle rogazioni, per la benedizione delle campagne si teneva dal lunedì al mercoledì precedenti l’Ascensione e seguivano percorsi diversi. “Le processioni partivano tutte da Casale, dopo che i fedeli si erano riuniti davanti alla chiesa parrocchiale. Il lunedì si toccavano le f...
Fra il X e il XIV secolo “tutte le chiese cittadine e suburbane di Vercelli erano interessate, ad esclusione della chiesa abbaziale di S. Stefano e di S. Martino de Lagatesco” (Ferraris, 1995, p. 12) dalle processioni delle rogazioni, che si svolgevano nei tre giorni precedenti la festa dell’Asce...
Nella frazione Mocchie “si svolgevano in nove feste consecutive, salvo impedimenti e secondo un’antica consuetudine, fino alla Madonna del pilone […] le processioni con cui i confratelli e le consorelle della Compagnia di S. Croce chiedevano alla Vergine la benedizione delle campagne vestiti dei ...
“Durante la settimana il 'cucù' fa visita ai bambini nelle scuole. La maschera viene interpretata sempre dalla stessa persona e viene scelta dalla Badia dei giovani (che organizza il Carnevale). Non necessariamente è scelto ira i giovani. Il Sabato grasso si rappresenta il "Processo al Cucù": si...
"Durante i giorni precedenti la rappresentazione del Processo, avvengono la caccia e la cattura del 'babi': si simula una ricerca del 'Babi' nelle strade entrando e uscendo dagli esercizi commerciali. La caccia dura vari giorni e alla fine il 'Babi' viene catturato. Questa fase è molto meno senti...
Nel mese di maggio, “la popolazione dell’agro chierese, da otto secoli si raccoglie annualmente attorno ai santi Giuliano e Basilissa, scelti come loro patroni, per festeggiarli ed invocare la loro assistenza sulla famiglia e sul lavoro agricolo” (Caselle, 1987, p. 5) Nell’occasione si svolge u...
Il casaro preleva dalla grande caldaia di rame, immergendovi all'interno le braccia, la pasta caseosa. Effettua l'operazione grazie a un telo quadrato, del quale stringe due lembi tra i denti e gli altri due in ciascuna mano. Il casaro solleva e poi strizza, facendolo girare su se stesso, il fago...
In un calderone viene messo il latte a scaldare. Il casaro mescola il latte coagulato con una spannarola liscia di forma tonda e leggermente concava ed inizia a sminuzzare la cagliata, facendo scaldare il latte. Il casaro spiega che questo processo dipende da cosa hanno mangiato le mucche, dal po...
Il prosciutto crudo di Marsicovetere è un prosciutto di montagna dal peso di 8-12 kg ricavato dalla coscia del suino allevato localmente. Al palato si distingue per il gusto piacevolmente dolce e delicato, ma saporito. Il profumo è spiccato e persistente e la consistenza è morbida. Viene consumat...
Il Museo ha sede nella Basilica dedicata al Santo ed è articolato in tre sale espositive. La prima sala espone paramenti sacri, abiti, uno stendardo, oggetti di uso quotidiano ed una stampa realizzata su disegno di S.Alfonso. La seconda sala è adibita a cappella ed è dedicata alla Vergine Addolor...
La pu’iata è un piatto tipico della tradizione gastronomica di San Giorgio Lucano e della Val Sarmento. È un piatto povero simile a un pancotto bagnato in un infuso a base di pulegio. Il pulegio, il cui nome scientifico è Mentha pulegium L., è anche conosciuto come menta romana ed è una pianta ap...
Un cuoco davanti ad un tagliere dispone l'anguilla per il lungo, fissa la coda al tagliere con un punteruolo. Effettuando un taglio lungo l'asse mediano del pesce divide i filetti in due, in seguito sono effettuati dei tagli trasversali che non dividono tuttavia l'anguilla in pezzi, preparandola ...
Il puntino ad ago rappresenta il bene intangibile proprio dell'area di Latronico, paese dell'antica montuosa Lucania interna, situato a 888 m di altitudine. Le caratteristiche geomorfologiche del territorio non sono idonee allo sviluppo intensivo di un'economia agricola sufficiente al sostentame...
brano musicale tratto da: AELM 160 LM Folklore musicale italiano (Puglia), brano 20
A partire dal mercoledì delle ceneri, il tempo della quaresima era caratterizzato dalle pratiche del digiuno e della penitenza a cui erano soggette tutte le persone di età compresa tra i 21 e i 60 anni, ad eccezione di coloro che erano affetti da malanni. Gli alimenti caratteristici erano polenta...
L’ultimo lunedì di Carnevale, accompagnato da un domatore, l'Orso compiva una questua nelle campagne ricevendo in dono uova e altri prodotti che servivano per una cena che concludeva le festività (Calvo, 1992, pp. 1-2). Un uomo indossava delle pelli e veniva trascinato dentro ad una gabbia fi...
Nella frazione San Bovo nel pomeriggio di Ognissanti gruppi di bambini e bambine, con in testa un velo nero, forse per sembrare dei morti, e in mano una cesta andavano nelle cascine chiedendo di dare loro qualcosa per le anime del Purgatorio e ricevendo un uovo, una manciata di fagioli, una cipol...
Quinto di sette fratelli, Quinto Chionetti inizia a lavorare la terra fin da ragazzo, dopo il ginnasio. Nell'immediato dopoguerra porta avanti l'azienda vitivinicola del padre, a Dogliani, mentre il resto della famiglia decide di seguire altre strade. Oggi è un produttore affermato e conosciuto ...
brano musicale tratto da: AELM 126 LM Folklore musicale italiano (Liguria), brano 37