Durante il carnevale, organizzato fino al 1908 dalla Badia, veniva “anche promossa l’antica usanza del taglio della testa del gallo da parte di un giovane con gli occhi bendati; ed inoltre giochi, come l’albero della cuccagna e la corsa nei sacchi” (Ramella, 1996, p. 135). Oggi il programma dei ...
"Per Carnevale mio padre attaccava delle foglie verdi ad un abito e sembrava una pianta" (Inf.: Carlo Barroero, 1988).
Il tradizionale carnevale di Monesiglio, caratterizzato da maschere contadine e dall’uomo che torna animale, è descritto da Augusto Monti, nel romanzo ‘I Sanssôssí’, attraverso i ricordi del padre: "Metà dell'anno ad aspettare e preparare il Carnevale che viene, l'altra metà a rimpiangere e rievo...
L'orso, vestito di paglia di segale, incatenato, attraversa le vie del paese controllato da un domatore. Musicanti e frati declamanti mottetti scherzosi e irriverenti lo accompagnano, facendogli bere del vino di tanto in tanto. L'orso spesso si ribella e tenta di fuggire, ma viene trattenuto dal ...
"Sulla piazza del paese arrivava un carro trainato da un bue che trasportava un uomo e un bambino vestiti con pelli che facevano gli orsi. Il domatore li portava in catene e li faceva danzare al suono di una fisarmonica" (Inf.: Luigi Cerrato).
"C'era la tradizione di vestire un uomo da orso che traversava le vie durante la notte camminando a quattro zampe, con una pelle d'orso addosso. Era accompagnato da mezzo Pollenzo. Andava da una cascina all'altra e gli davano da bere e da mangiare" (Casale, 1994, p. 255).
“A Carnevale il Conte Margherio e la sua sposa sono ufficialmente insigniti del titolo di conte e, con la loro corte, sfilano, al lume di fiaccole, per le vie del paese.” (Gallo Pecca, 1987, p. 161).
La maschera dell’Orso di Balmuccia è stata ricostruita a partire da una fotografia presente in un volume sui Carnevali della Valsesia, Ceneri di coriandoli. Varallo e le tradizioni del Carnevale in Valsesia di Enzo Barbano (Barbano, 1983, pag. 209). L’originale costume di questo Orso, fatto di ri...
Nel 2005, i pochi abitanti della frazione di Champlas du Col hanno ripreso la tradizione carnevalesca che si era interrotta nel 1947, in seguito all'abbandono della popolazione alpina. Nell'importante rito sono state riproposte figure che appartengono solo più alla memoria degli anziani: i due "v...
Nel Carnevale di Cortemilia del 2005 è ricomparsa la figura dell'orso di piume, che rinvia alle forme e alle pratiche di un rito di inizio anno che ritroviamo in una descrizione compiuta da Augusto Monti a proposito del Carnevale tradizionale di Monesiglio di circa un secolo fa: "Fu l'anno che lo...
Nel paese di Murazzano, un'anziana ricorda che, sino ad alcuni decenni or sono, i giovani cercavano un uomo disposto a lasciarsi ubriacare e a vestirsi con una pelle di mucca prestata dal macellaio locale. Mascherato da orso veniva legato e trascinato in catene per le strade del paese ed esposto ...
"Quattro o cinque giovanotti si fanno portare dai ragazzetti tutti quei legni e quella paglia che si può raccogliere per il falò. Quando la catasta è pronta, la adornano con l'edera del lauro, carta colorata, nastri rossi e così via. Poi i ragazzetti vanno in giro suonando dei campanelli, trombe...
Nella cittadina di Magliano Alfieri, situata nelle colline del Piemonte meridionale, sono state recentemente riprese tradizioni attive fino alla seconda metà del Novecento nel periodo del Carnevale. Qui troviamo la questua dei magnin, che urlando e schiamazzando vanno di casa in casa a offrire il...
In frazione Cimamulera, occasione del Carnevale viene pubblicato “I Santui”, che “come un classico testamento carnevalesco, denuncia i mali e le magagne della società locale” (Gallo Pecca, 1987, p. 186). Martedì grasso viene distribuita la polenta con gli ‘scriuii’ (salamini).
Recentemente è stata trovata a Cunico la presenza di una figura vegetale: "Un orso carnevalesco rivestito di foglie di granoturco inumidite e opportunamente arricciate con la stessa tecnica con cui si ottengono i riccioli di burro e gli gnocchi a partire dall'impasto di patate. Un'arricciatura ch...
Nella frazione Coppi di Cella Monte, durante il Carnevale alcuni uomini si mettevano una coperta sulle spalle e facevano le capre, mentre altri, tra cui la maschera tipica del Baldan, interpretavano la parte dei pastori. Il personaggio di Baldan nascondeva sotto il mantello un fiasco di vino che,...
A Valdieri, dopo un'interruzione di circa cinquant'anni, è stata riproposta la maschera dell'orso di paglia di segale. La preparazione del costume è molto elaborata: la paglia di segale viene lavorata fino a formare una lunga treccia che avvolge e riveste completamente la persona, insieme alla co...
La maschera principale di Piane Sesia è Badik, l’Uomo Selvaggio solitario che, come scrive Gustavo Buratti, si nascondeva nei luoghi più reconditi, senza difesa, nei boschetti (Buratti, 1978). Badik Cavaltreiner era un soldato spagnolo mercenario vissuto nel 1600 che, stanco di guerreggiare, fugg...
"La sera di Carnevale si fanno anche i 'falò' (è il rogo del Carnevale?) /.../. Un tempo v'erano anche le 'Compagnie dei folli' e la 'Badia' con l'abbà (con cappello stile Luigi XIV, alabarde, ecc... Ora non è più che un ricordo" (Milano, 2005, p. 86). "L'antica badia coi suoi abbà a cappello ...
"Usanze del carnevale - Bagnasco (1927) - Ballo della sciabola. Nel primo venerdì di Quaresima una frotta di giovani va raccogliendo uova e poi su di una piazza fanno in pubblico la polenta con una frittata più o meno grande a seconda delle uova raccolte..." (Milano, 2005, p. 144). Accenno anche ...