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Preparazione dei "ceri di ferragosto" con "biscotto al cu'" e uva

L'esecutore inizia ad addobbare il cero "maschile". Stende sul tavolo la fascia celeste e la piega in più parti in senso longitudinale; riprende poi in mano la fascia e la colloca sulla spalla e sul fianco di un "signore della festa" per fare la prova della lunghezza della fascia. Colloca poi nuovamente la fascia sul tavolo, dove ha precedentemente collocato ad una estremità il "biscotto al cu'"; fa passare un lembo della fascia nel buco del biscotto che annoda all'altra estremità, in modo da assicurare il biscotto ala fascia. Introduce una seconda volta il lembo della fascia nel buco della ciambella per fare fuoriuscire il lembo dall'altro lato; riprende il secondo lembo e senza farlo passare per il buco, lo fa passare sopra alla ciambella e lo fa combaciare con il primo lembo. Rigira poi sul dorso il biscotto insieme alla fascia e mostra ad una donna "signora della festa" dove deve cucire la fascia in modo da assicurare meglio la fascia al biscotto. La donna cuce il tessuto della fascia sul lato superiore che tocca il biscotto e non sul lato dei lembi. L'esecutore prende poi il cero senza bastone e lo colloca sulla tavola; prende un grappolo grande di uva nera e lo colloca sulla tavola dove inizia a fissarlo con del filo di ferro per evitare che con il movimento della processione i chicchi cadano a terra. Prende poi un secondo "biscotto al cu'" e fa passare nel buco un nastro celeste; annoda le estremità del nastro; prende poi una delle estremità libere del nastro celeste e la fa passare intorno alla cima del lampione dove pratica un nodo che stringe per bene. Colloca poi il biscotto legato allo stesso nastro sulla sommità del cero e lo assicura con il nastro. In seguito prende un tralcio di vite e lo infila nel buco del biscotto collocato sul cero. Prende il grappolo di uva nera sulla cui sommità fuoriesce una estremità del fil di ferro e lo colloca sulla sommità del cero. Lega il fil di ferro ad una estremità del tralcio di vite che fuoriesce dal buco della ciambella in modo da fissare il grappolo al tralcio e al cero. Fa poi passare le due estremità del nastro celeste sotto il grappolo; taglia il tralcio per adattarlo all'altezza dell'uva; annoda le estremità del nastro celeste e taglia le due estremità del nastro con motivo decorativo a spigolo. L'esecutore conclude l'operazione dicendo: "questo è il maschio". La stessa operazione viene compiuta esattamente identica per il cero "della donna" che viene conservato nella casa vicina, con la differenza che il nastro e la fascia sono rosa, il grappolo è di uva bianca.

Osservazioni
L'addobbo dei ceri di Ferragosto (lampioni rituali) viene effettuato ogni anno alla fine della tiratura del solco dritto e del primo rinfresco offerto dai signori della festa. I ceri sono conservati a rotazione durante l'anno dai signori della festa. Esiste il cero dell'uomo e il cero della donna, quindi un cero maschile e un cero femminile. Il primo è addobbato con una fascia celeste, con il biscotto al cu' e con uva nera, il secondo con una fascia rosa, con lo stesso biscotto al cu' e con l'uva bianca. I ceri vengono addobbati ogni anno dalla stessa persona che si reca nelle case degli ultimi detentori dei ceri e prepara l'addobbo. L'addobbo è una operazione complessa che richiede tempo. I ceri di Ferragosto, una volta addobbati con il biscotto e l'uva, sono portati in processione dai signori della festa vecchi e nuovi per la Madonna Assunta insieme al biscotto che è collocato su un fianco del portatore legato alla fascia (da qui il nome di biscotto al cu'). La preparazione dei ceri di Ferragosto con il biscotto al cu' e l'uva viene eseguita da una stessa persona, sia per il cero dell'uomo che per quello della donna. L'addobbo rientra nei rituali relativi alla tiratura del solco dritto per la Madonna Assunta. La tiratura del solco dritto di Valentano è una cerimonia che si svolge annualmente in onore della Madonna Assunta all'alba del giorno prima della processione del Ferragosto. Si tratta di un rituale che è stato ripreso negli anni '70, dopo la sua scomparsa, da un gruppo di valentanesi interessati alla cultura del territorio. È un rito che rappresenta la fase iniziale di una lunga e complessa sequenza cerimoniale che si svolge lungo tutto l'arco del 14 e del 15 agosto. Ad organizzare la festa sono i signori, che in passato erano rappresentati da una sola famiglia mentre oggi sono più famiglie, spesso vicini di casa abitanti nella stessa area del paese. Costoro si fanno carico dell'organizzazione e del finanziamento della festa. Dopo la tiratura del solco, verso le 11 di mattina, i signori offrono ai presenti direttamente in campagna una colazione a base di biscotto co' l'anice e vino. Dopo la merenda i bifolchi, i buoi e il trattore, accompagnati dai signori, dal tamburino e dai presenti, ritornano ritualmente in paese. Qui i vecchi signori della festa offrono un primo rinfresco alla popolazione a base di bevande varie e di cibo, tra cui anche lo stesso biscotto co' l'anice e il vino. Nel pomeriggio vengono addobbati da una persona del posto i ceri, lampioni rituali conservati nelle case dei signori, che vengono portati in processione. L'addobbo consiste nel collocare sui ceri dell'uva e il biscotto al cu'. Nel pomeriggio i vecchi signori della festa offrono un rinfresco rituale al centro del paese, a base di biscotto e vino. La sera sfila la processione dell'Assunta nella quale alcuni rappresentanti dei signori portano in processione i ceri addobbati, insieme al biscotto al cu' che viene portato con una fascia rosa o celeste, sul fianco. Il giorno dopo, dopo il passaggio rituale dei ceri dai vecchi ai nuovi signori, questi ultimi offrono alla popolazione un ultimo rinfresco a base di cibo e bevande varie, tra cui c'è sempre il biscotto co' l'anice e il vino. A fine giornata i vecchi signori si dividono il biscotto al cu' benedetto, che è sfilato in processione sui ceri, lo mangano ritualmente insieme all'uva e lo portano agli ammalati gravi per farlo consumare loro. Il solco viene tirato inizialmente dai buoi aggiogati e dall'aratro, ma solo per un primo tratto non visibile dal paese. Ciò accade perché non essendo oggi i buoi più abituati a tirare il solco, rischierebbero di non tirarlo perfettamente dritto. Inoltre la procedura prenderebbe troppo tempo. Per la restante parte il solco viene tirato dal trattore su un terreno che è stato già segnato e picchettato dal geometra. Il luogo dove tirare il solco varia ogni anno ma ricade sempre nel territorio di Valentano. Sono i signori della festa dell'anno che scelgono il luogo, in accordo con i proprietari dei terreni, che in genere mai si oppongono. Quando il solco è stato tirato la gente di Valentano si riunisce al belvedere per osservare e commentare la bellezza del solco ed eventuali difetti, oltre che per festeggiare la Madonna. Insieme al solco infatti viene tracciata un'ode alla Madonna (Viva Maria). Il testimone è un noto storico locale della zona, che ha condotto numerose ricerche sulla storia e sulle tradizioni.
Valentano (VT), Italia
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