Nella chiesa di Santa Croce dove sono conservati i "ceri di ferragosto" le componenti femminili dei vecchi "signori della festa", il giorno dopo la processione dell'Assunta, si incontrano per "spogliare i ceri" e per consumare ritualmente l'uva benedetta dalla Madonna che è stata portata in proce...
"Il 'fantome', la sera del 31 dicembre. Baci, auguri. Alla sera della fine dell'anno tutti i giovani si riuniscono in una casa, fanno un fantoccio di paglia, lo vestono e gli fanno il testamento. Giunta mezzanotte lo vanno ad appendere in piazza. Quivi lo lasciano per tutto il primo giorno dell'a...
L’ultimo sabato di carnevale, alla sera, la gente si recava verso ‘ër cantún Garian’, all’incrocio con la strada per alba. Qui le due bande allora esistenti e le autorità attendono l’arrivo della carrozza con le maschere poirinesi Barba Peru e Magna Danda ( i nominativi di chi le impersona sono t...
1. A Volvera, paese situato alla periferia della metropoli torinese, il tempo della trasgressione carnevalesca iniziava, come in molte altre località, il giorno dopo l'Epifania. In quella data si dava inizio ad un lungo periodo caratterizzato dalla presenza di due maschere animali: l'orso e la ca...
La festa della Madonna del Monte è una festa di ringraziamento che "bifolchi", "villani" e "pescatori" fanno alla Madonna con le offerte. In passato i "pastori" non "passavano" come si "passa" oggi davanti all'altare della Madonna il giorno della festa con grandi carri o "fontane", ma passavano s...
Secondino Borio, classe 1925, e Luigi Travo, classe 1923, entrambi di Tigliole (Asti), in questa testimonianza rivivono alcuni episodi del periodo della Resistenza, di cui sono stati diretti protagonisti.Borio inizia ricordando il ricevimento di più cartoline di precetto e la scelta di non presen...
“La sera fra il 5 e il 6 gennaio a Bertesseno, vicino a Col San Giovanni, era la notte delle ‘fërtè’ (ruberie). Rubavano di tutto: scale, carri, carretti, gerle, per cui bisognava nascondere tutto” (Bosio, Tosin, 2005, p. 73); il giorno dopo le persone doveva andare alla ricerca di quanto scompar...
In occasione della festa dell’Assunta, presso il pilone votivo che sorge in via Albussnao angolo via don Gnocchi (ricostruito in altra posizione, intorno al 1910, al posto di quello ottocentesco abbattuto per migliorare la viabilità) si radunano gli abitanti del quartiere per onorare la Vergine. ...
Nel paese l’Immacolata veniva celebrata con una certa solennità. “Il giorno prima della festa veniva acceso un falò e, come per l’Annunziata, era consuetudine organizzare per il giorno dopo gli ‘incanti vecchi’ cioè la vendita all’incanto di oggetti o indumenti smessi” (Bosio, Tosin, 2005, p. 68)...
A Castellero d’Asti, durante gli ultimi giorni di Carnevale si teneva la festa “d’la crava, del stagnin e d’la barba”, ricca di significati simbolici. Il personaggio della Capra era impersonato da un giovane del paese, coperto da una pelle di capra, che procedeva lentamente e con la testa abbassa...
Dalle ricerche di Patrizia Giudice possiamo apprendere che la festa di S. Chiaffredo ha avuto un'interruzione di vent'anni, poichè la Cappella era inagibile a causa del tetto pericolante e per molti anni nessuno si è interessato alla sua ristrutturazione. Alcune testimonianze riferiscono che que...
Nella frazione Villa veniva festeggiato san Giuseppe “prima della partenza per l’alpeggio in Velle Orsiera. Un tempo il santo titolare di Villa era san Vito (15 giugno): tale ricorrenza, però, mal si conciliava con l’esigenza degli abitanti che, per la maggior parte, in quel periodo si trovavano ...
La festa dell’Assunta “era celebrata in modo solenne bella parrocchia di Usseglio, dove convenivano gli abitanti di tutte le frazioni, rappresentate all’altare da una coppia di priori, ad eccezione delle frazioni di Piazzette e Perinera perché celebravano nelle rispettive cappelle la B.V. del Ros...
San Lorenzo viene festeggiato nella cappella del Pian Benòt, alpeggio nel territorio di Usseglio. Un tempo "si preannunciava la festa facendo un gran falò la sera prima: i giovani di Pianetto dovevano procurasi la legna necessario al alimentare il fuoco, intorno al quale si ballava e si cantava. ...
Francesca Bo, classe 1936, è nata ed ha sempre vissuto a Cessole. Con il marito ed il figlio gestisce quella che era una trattoria di campagna ma che oggi si è trasformata in un ristorante. I ravioli del plin erano il piatto della festa, cresime e comunioni, Pasqua e Natale. Per la preparazione n...
Gli Uffici iniziavano, dopo la simbolica legatura delle campane, “il Giovedì santo, quanto tutta la comunità, intorno alle ore 15.00, si radunava il chiesa. Il crocifisso veniva steso a terra, coricato sul pavimento e tutto adornato con fiori. Il Santo Sepolcro iniziava così ad essere vegliato in...
Gli attori della Bahia (Gruppo della Bahia) sono i seguenti: Abbà, Tenente Abbà, Alfiere (portabandiera), 2 Tesorieri, 2 Sergenti, 2 Caporali, 13 o 19 Soldati semplici a seconda dell'occasione, 3 o 6 (a seconda della disponibilità) ragazze che portano un fascio di grano, segale, erba; 4 Portatori...
Mauro Baroglio nasce a San Giorgio Monferrato, paese di 1200 abitanti, sulle colline Monferrine. Qui impara da giovane ad andare a tartufi e ci racconta come una volta erano i vecchi a insegnare ai giovani trifolau. Mauro impara prima di tutto ad addestrare il cane a cercare i tartufi, seppelle...
Il Palio degli Asini si era svolto per 12 anni, disputato dai borghi fianesi. Dopo un periodo di sospensione è stato ripreso nel 2007 con una nuova formula e la denominazione “Messer Asino alla corte di Fiano”; anziché i borghi del paese, vi partecipano alcuni comuni del Canavese (Cafasse, Robas...
Nei giorni precedenti l’Ascensione, si svolgevano le processioni delle rogazioni per la benedizione della campagna: “il primo mattino si andava verso Gerbole, il giorno dopo verso il Castello e il terzo in direzione di Cocconato” (Chiesa, Perdomo, 2007, p. 207).