Giulio e Lorenzo Piacentino, dopo la laurea in architettura, hanno deciso di produrre vino. Da due anni lo fanno in una moderna cantina sulla collina di Barbaresco, dove coltivano il nebbiolo destinato, appunto, al Barbaresco. L'edificio, progettato dal padre, anch'egli architetto, è un bell'ese...
Giuseppe Barbero o per tutti semplicemente “Gepis”. La sua carriera in cucina comincia a 14 anni e dopo un lungo girovagare approda nel 1985 al Boccondivino grazie a Carlin Petrini, qui ha la fortuna di conoscere Maria, una vera donna di cucina. Un'osteria, quella del Boccondivino, dove la cucina...
Intervistato nel 2012, Giuseppe Bagnasacco, classe 1929, di famiglia contadina, inizia l'intervista ricordando la figura dell’ing. Pietro Mosso di Cerreto, commissario prefettizio a Piovà, Cocconato e in altri paesi dopo l’8 settembre 1943. Di quel difficile periodo menziona le diverse formazioni...
Giuseppe Bramante, classe 1962, di San Giovanni Rotondo è un allevatore di razza bovina podalica e produttore di caciocavallo podalico del Gargano. Questa razza bovina, pare introdotta durante le invasioni barbariche nel V secolo d.C. proviene dalla Podolica una regione dell'Ucraina. Si contraddi...
Giuseppe Caristia fino all'età di 21 anni lavora come manovale nell'edilizia. Arrivato a Torino in treno ctrova impiego in una ditta di costruzioni scoprendo a sue spese i rigori dell'inverno nel Nord Italia. Entrato in FIAT alle Meccaniche di Rivalta, in mezzo a tremila operai, fa le prime esper...
Giuseppe Mazzocolin è un uomo di formazione classica, è stato infatti insegnante di filosofia fino a quando, nella seconda metà degli anni '70, è entrato nell'azienda della famiglia della moglie, Fèlsina, con l'incarico di sviluppare commercialmente l'azienda. Veneziano di nascita, ha cercato di ...
Giuseppe Rugo, nato nel 1967 in Carnia, ha da sempre allevato mucche. Sin da bambino saliva in malga durante i pascoli estivi e già all'età di 9 anni realizzava per la prima volta il formaggio da solo. Nel corso degli anni '70 ha assistito allo spopolamento della montagna, quando gli abitanti all...
Giuseppina Tizzani è nata a Pietrelcina (BN) il 6 gennaio del 1962. Vive con la sua famiglia nella frazione di Piana Romana da cui prende il nome il frantoio oleare da lei gestito. Collabora attivamente alla conduzione dell’azienda agricola “Orlando”. Giuseppina è considerata un punto di riferime...
Il Carnevale veniva festeggiato una domenica pomeriggio con la distribuzione di polenta con salciccia, bugie e vino, giochi per i bambini e intrattenimenti musicali.
La tradizionale castagnata inizia al sabato pomeriggio con la predisposizione dei grossi bracieri sistemati nella piazza del paese e la cottura delle prime caldarroste. Domenica nel primo pomeriggio riprende la cottura e distribuzione delle caldarroste, accompagnate da bicchieri di vino. Dall’edi...
La Grande festa medievale venne ideata nel 1999 dalla Pro Loco, guidata da Margherita Amerio, nell’ambito delle iniziative per il 750° anniversario di fondazione di Villanova, e ripetuta l’anno successivo dedicandola al Giubileo del 1350. Filo conduttore della seconda edizione della festa è un ...
La Grotta Ferrante durante il festival “Grotte Aperte”. A Cesa, in provincia di Caserta, viene tramandata l'antica pratica dello Scalillo, uno strumento di lavoro utilizzato per salire sulle viti maritate al pioppo e allevate in alberata. Le alberate aversane possono superare i dieci metri di alt...
Nel periodo di Carnevale i diciannovenni del paese praticavano il rituale dei Ciavrin (figure corrispondenti ai Magnin), che si svolgeva in fasi distinte: la sceneggiata della riparazione del pentolame, la questua, la potentata. “I magnin entravano nei cortili e nelle stalle annunciandosi con il...
Durante il Carnevale i diciottenni del paese praticavano la messinscena dei Magnin, girando per le case, battendo le pentole e chiedendo cibo e vino. Con quanto raccolto durante la questua, il martedì grasso cuocevano la polenta, che “veniva rovesciata su un tavolo posto su un carro e quindi, con...
“Protagonisti del Carnevale sono i ragazzi, travestiti da Magnin (calderai). […] I ragazzi bussavano alle varie porte per offrire canzoni, in cambio di pane e salame e vino novello. Questa antica tradizione si chiama ‘bate la ciapeta’ […] All’alba, quando i ragazzi sono stanchi, qualcuno s’incari...
Martedì grasso si svolgeva il rituale dei Magnin (gli stagnari), “uomini travestiti con mantelle e stracci, i volti anneriti che si aggiravano cantando canzoni popolari al suono della fisarmonica” (Nicoletti, 2004-2005). Alla sera la festa di concludeva con le danze e la cena: “si poteva ballare ...
Giovanni Dipalma ci racconta della festa con i giochi tradizionali che l’Associazione il Giglio organizza ogni anno a Barile I festeggiamenti di Sant'Antonio a Barile, comunità arbërëshe della provincia di Potenza molto legata alle tradizioni dei suoi antichi rioni, sono un'occasione per prat...
"In Carnevale, con musica, in giro per le borgate. Gennaio con la chiave; Febbraio, il più piccolo, vestito da Arlecchino; Marzo, un frate; Aprile e Maggio con fiori; Giugno con grano; Luglio, Agosto, Settembre con una bottiglia di vino /.../. Dicembre, mantello carico di neve" (Milano, 2005, p. ...
I Palmenti sono un complesso di grotte tufacee, per lo più ipogee, dove fino agli anni sessanta avveniva la vinificazione dell'uva. L'uva veniva trasportata in questa zona e veniva pigiata a piedi nudi nella vasca più alta. Il mosto finiva nella vasca sottostante e veniva lasciato a fermentare p...