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Fonte: Granai della Memoria / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
Categorie
Archivi storici
Archivio:
Fame di lavoro
Autori:
Luca Percivalle, Luca Ghiardo, Luca Ghiardo, Davide Porporato

Giuseppe Caristia

Giuseppe Caristia fino all'età di 21 anni lavora come manovale nell'edilizia. Arrivato a Torino in treno ctrova impiego in una ditta di costruzioni scoprendo a sue spese i rigori dell'inverno nel Nord Italia. Entrato in FIAT alle Meccaniche di Rivalta, in mezzo a tremila operai, fa le prime esperienze con il baracchino. Quasi tutti mangiavano con il baracchino nonostante ci fosse la mensa a base di cibi surgelati. Il tempo per mangiare constava di 40 minuti, di cui 30 minuti non retribuiti. Il tempo per mangiare era davvero poco: raggiungere la mensa, lavarsi le mani, mangiare di corsa e tornare in linea entro la mezzora era a volte una vera impresa. Giuseppe si concentra sull'aspetto igienico sanitario del mangiare con il baracchino. Il cibo nel baracchino, immerso per ore nell'acqua bollente, oltre ad essere stracotto, era dannoso per la salute. A partire da qui si fecero le battaglie sindacali per eliminare il baracchino e sostituire la mensa surgelata con quella fresca, ottenuta poi nel 1991. Quando riuscirono ad ottenere la mensa fresca i baracchino scomparvero quasi completamente.   

Orbassano (TO), IT
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