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Fonte: Granai della Memoria / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
Categorie
Archivi storici
Archivio:
Saperi del cibo
Autori:
Stefano Cavallotto, Luca Percivalle, Alessandro Ditommaso, Stefano Cavallotto

Giuseppe "Gepis" Barbero

Giuseppe Barbero o per tutti semplicemente “Gepis”. La sua carriera in cucina comincia a 14 anni e dopo un lungo girovagare approda nel 1985 al Boccondivino grazie a Carlin Petrini, qui ha la fortuna di conoscere Maria, una vera donna di cucina. Un'osteria, quella del Boccondivino, dove la cucina cosiddetta tradizionale è si è fatta substrato sul quale sviluppare nuove idee e andare alla ricerca del buono. Un’osteria rivoluzionaria con menu scritto e i prezzi adiacenti così come la carta dei vini, quindi un cambiamento nel servizio e nell’impostazione dell’osteria classica.Il raviolo al Plin nella storia di Gepis è strettamente legato all’osteria, in casa sua erano quadrati e senza pizzicotto, venivano chiusi con un tondino di legno ed erano molto più grandi. Un ricordo che oltre alle caratteristiche estetiche sottolinea aspetti economico culturali: molta più pasta a favore del ripieno (oggi etichettato come errore tecnico); nei periodi di magra ripieni fatti di sole verdure o più che avanzi, scarti di carne.Racconta come venivano preparati la mattina o la sera prima delle grandi occasioni e avvolti con cura in candide lenzuola di lino; una cura derivante da difficoltà sia nella preparazione e sia nel dispendio economico derivante dal ripieno. Tutto ciò mette in evidenza come molto spesso come piatti memorabili nascono in situazioni di difficoltà che permettono di aguzzare l’ingegno e la creatività dando vita a grandi creazioni gastronomiche

Bra (CN), IT
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