Il 1° maggio le bambine fino all’età di circa 13 anni andavano in giro, a tre a tre, per le case del paese ad annunciare l’arrivo della primavera; quella in mezzo, che rappresentava la sposa, portava anelli e braccialetti e reggeva un pino addobbato con fiori e nastri e in cima una bambolina. Le ...
La sera del venerdì santo un gruppo di ragazzi (uno dei quali reggeva una croce fatta con le canne e uno suonava la fisarmonica) girava per le case del paese a cantare la Passione (cfr. Brandone, 1984, p. 143). Al loro arrivo la gente “usciva dalle case, stava a sentire il canto e poi offriva uov...
"A primavera da metà Qiaresima in avanti si andava a'cantare le uova'. Con le uova che avevano raccolto e i soldi si faceva una festa tutti insieme, si cantava, si ballava, si mangiava la frittata. Durante la questua uno si vestiva da frate e poi tre o quattro che suonavano, chi il clarino, chi l...
La manifestazione è portata avanti da un gruppo costituito da 15-20 cittadini residenti nella zona della Valle Uzzone. Lo scopo è quello, innanzitutto, di restituire questa tradizione, favorendo forme di aggregazione e socializzazione nell'area della Valle. Infatti, con le questue raccolte durant...
La manifestazione è portata avanti da un gruppo spontaneo di persone residenti a Cortemilia e in zone limitrofe. Il gruppo si è costituito nel 1982 ed è composto da 10-15 cittadini. A seguito della raccolta dei ritornelli declamati durante il Cantar le uova, il gruppo ha avviato un'attività di r...
"I ragazzi giravano a gruppi di tre recando a turno una rozza croce di legno. Normalmente si inginocchiavano a cantare sull'aia /.../ A un certo punto della notte cominciavamo a sentir un canto nel cortile. Ma un canto tutto particolare, un canto non dolce, non allegro, un canto duro, nella notte...
"Nel canto delle 'ova' (Monticello d'Alba): In questa casa a jè na gran sutina / j scheisa la cresta al gal e 'l cul a la galina" (Milano,2005, p. 64).
"A Mongardino si cantano le uova per tutta la Quaresima, di solito nelle serate di venerdì, sabato e domenica, per adeguarsi agli attuali, più rigidi, ritmi lavorativi /.../; il periodo è ampio per poter visitare tutte le famiglie /.../. Una caratteristica del gruppo dei questuanti di Mongardino ...
"La festa della 'ova', con la canzone, in Quaresima... (Milano, 2005, p. 91).
"Già prima del gran giorno (Pasqua), si hanno tradizioni curiose, una delle quali è la 'raccolta delle uova', che si fa ancora tutt'oggi in qualche villaggio delle Langhe, per es. a Castiglion Tinella: brigate di giovani, allegre e chiassose, vanno in giro durante la notte per le case con uno di ...
Intervistata nel 2011, Carla Meriggio racconta e mostra le fasi di preparazione dei ravioli del plin, prodotto tipico della zona delle Langhe (Belvedere Langhe, Murazzano, Marsaglia, ecc.). I ravioli del plin richiedono una lunga lavorazione: "Siamo donne di Langa, amiamo le abitudini e portiamo ...
Carlo Cavarero, classe 1943, ripercorre la sua vita vissuta in Langa da coltivatore diretto e non solo, quando per arrotondare ci si dovevano inventare anche altri mestieri. Il profondo attaccamento a questa terra, in particolare alla vite, gli fanno superare i sacrifici di un inizio da mezz...
L’intervista di Carlo Sacchetto racconta la storia di Antonio Adriano. In questa autobiografia narrante ricostruisce l’impegno di Antonio verso il territorio di Magliano e la sua voglia di disseminare cultura. Uno dei primi a rendersi conto delle derive industriali a discapito della sapienzialità...
Carmela Baglivi, chef de “Al Frantoio”, ristorante della cooperativa “Nuovo Cilento”, che si occupa della produzione di olio biologico e dop, racconta e spiega come si preparano i piatti della tradizione cilentana. Come i fusilli con il castrato, i fusilli al sugo, i cavatielli con i fagioli, le ...
I personaggi carnevaleschi sono gli stessi della vicina Ivrea: la Vezzosa Mugnaia, il Generale, lo Stato Maggiore, il Gran Cancelliere, le Vivandiere, i Paggi. “Nel giorno delle Ceneri, ‘al mercul scurel’, avviene la distribuzione di ‘frità rognosa e salam’ […]. Per provvedere il necessario pe...
In occasione del Carnevale viene preparato un polentone. “Qui, veramente, più che la polenta conta l’intingolo che l’accompagna, preparato con tre quintali di carne di maiale, mezzo vitello e seicento uova. Il tutto annaffiato con cinquanta brente di vino. Dopo la consumazione comunitaria del pol...
Nel 1987 è nata, per iniziativa di un gruppo di giovani, una manifestazione carnevalesca in cui viene ricordati un episodio storico del 1193: la nomina da parte di Arduino, vescovo di Torino, di un castellano per il Castelvecchio di Testona, per proteggere la popolazione. “Nella manifestazione ...
“Il Carnevale di Vestigné risale al 1436, come risulta dai testi tradotti dal latino da Piero Fiandesio e don Emilio Curtetto, e da studi di Ines Fornera. Protagonista del Carnevale è la Reginetta, il cui nome rimane segreto fino alla cerimonia della sua proclamazione agli abitanti del paese. In ...
Il Martedì grasso vive tuttora l’antica tradizione della “businà”, composizione dialettale in versi, che racconta in chiave satirica le vicende del paese nell’ultimo anno. Lo stesso giorno, alla sera, nle rione Ponte Borgonuovo viene acceso il falò per bruciare il carnevale che se ne va e annunci...
Il parroco don Leopoldo Corazza in un suo manoscritto di metà Ottocento, descrive il carnevale, giudicandola una delle feste più deplorevoli. Gli ultimi due giorni di Carnevale accompagnati da “suonatori, tamburi, lumache di mare assordanti, con sequela di tutti i ragazzi d’ambo i sessi si usa l...