La fagiolata nel periodo carnevalesco rappresenta una tradizione radicata nel territorio, che manifesta tutt’oggi una notevole partecipazione degli abitanti della frazione Mosche. La preparazione segue un preciso rituale. Inizia con la pulitura dei fagioli secchi di Saluggia, che vengono puliti...
La prima festa dell’uva, a seguito delle direttive del Ministero dell’Agricoltura, si svolse nel 1935 in forma molto spartana, con “una barrozzella scesa […] da Santa Caterina con due gerli e mezza dozzina di belle vendemmiatrici” (Colombo, 1978). Di bel altro tenore la successiva edizione del ...
A Rifreddo, fino agli anni sessanta era molto sentito dall’intera popolazione il periodo carnevalesco, infatti era abitudine festeggiare facendo 'i Magnin'. Lo scopo era quello di rappresentare in forma burlesca e scherzosa il diffuso mestiere del calderaio o stagnino, cioè l’individuo che aveva ...
Nel periodo carnevalesco i Magnin (i calderai) “dipingono di nerofumo il viso delle persone che incontrano” (Gallo Pecca, 1987, p. 171).
L'evento trova svolgimento in tutto il territorio comunale. Gli elementi tangibili riconducibile alla nascita dell'evento consistono nei costumi tipici della tradizione carnascialesca lavellese ( 'domini' ) e nei luoghi di svolgimento, che all'origine, erano le case private prevalentemente conce...
Le Mascarade si ripetevano ogni anno durante il periodo carnevalesco a Rossana, piccolo comune situato in provincia di Cuneo. Alle Mascarade partecipavano solo abitanti di sesso maschile residenti nel paese, alle donne era vietato prenderne parte e le maschere femminili venivano eseguite da uomi...
Tale ricorrenza determina l'inzio del tempo quaresimale, fondamentale nel calendario liturgico ed è il primo giorno dello smaniòt (la settimana che va dalle Ceneri alla prima domenica di quaresima). Al termine del periodo carnevalesco era necessario determinare un momento forte per dare una vigor...
Per tutto il periodo carnevalesco attori improvvisati, con una scenografia trasportabile, mettevano in scena, nelle case o nelle vie del paese, la farsa del “pianté a taragna” (piantare il filare). Nel luogo della recita veniva posata la “taragna”, costituita da due pali uniti con canne e tralci...
Piermatteo Roulph, classe 1954, è originario di Chianale dove vive tuttora e vi lavora come dipendente dell'amministrazione comunale. In questo paese ha trascorso tutta la sua vita tranne alcuni anni della sua infanzia quando si trasferì con tutta la propria famiglia ad Elva, in Val Maira, paese...
"Durante i giorni precedenti la rappresentazione del Processo, avvengono la caccia e la cattura del 'babi': si simula una ricerca del 'Babi' nelle strade entrando e uscendo dagli esercizi commerciali. La caccia dura vari giorni e alla fine il 'Babi' viene catturato. Questa fase è molto meno senti...
La tradizione del Büssulin era molto sentita durante il periodo carnevalesco nel comune di Ostana. Il Büssulin era una specie di teatro ambulante che dopo aver svolto la sua rappresentazione si spostava con l'ausilio di un mulo e di un carretto. Il teatro errante si spostava poi nei vicini centri...
A ricordo del famoso episodio di Giovanni Bosco che alla fiera di Montafia del 1831 riuscì a salire sull’albero della cuccagna, aggiudicandosi i premi più ambiti appesi alla cima, dal 1995 viene organizzata una festa, destinata in particolare ai ragazzi, al centro della quale vi è la riproposizio...
Nel paese nel periodo carnevalesco avveniva “la decapitazione del gallo. È questo un antico esorcismo: si sacrifica il capo come espiazione delle colpe della comunità e buon auspicio per una felice ripresa della vita dei campi, dopo la paralisi invernale” (Gallo Pecca, 1987, p. 336).