Maschere tipiche del Carnevale della frazione Laietto sono le Barburie, che prevedono per i figurati (suddivisi nei gruppi dei belli e dei brutti), rigorosamente di sesso maschile, l’anonimato, garantito dall’utilizzo di maschere che celano il viso. Il Carnevale si sviluppa in un corteo lungo l...
Nella frazione Marcorengo il carnevale veniva festeggiato nei tre giorni conclusivi, da domenica e Martedì grasso. All’inizio del Novecento “consisteva soprattutto in grandi baccanali, in lunghe serate passate all’osteria ed aveva il suo culmine il martedì quando ‘moriva’ e lo si bruciava sotto f...
Il Carnevale torinese ha origini molto antiche e le prime attestazioni sono legate a provvedimenti delle autorità per evitare problemi di ordine pubblico, dovuti al clima di trasgressione creato da “riti spesso comici e licenziosi, trionfo del piacere più sfrenato con banchetti, danze, giochi e l...
Per festeggiare il carnevale si formava un gruppo di una ventina di personaggi: il Carnevale e la moglie, il presidente o giudice, l’avvocato difensore, due arlecchini, tre carabinieri, la Quaresima, alcuni vecchi, il ‘doppio’, il medico, l’infermiere, alcuni figuranti variamente mascherati, un f...
A inizio Novecento durante il Carnevale vi erano "società incaricate di collettare tra suoni, balli e maschere fagiuoli, condimento e legna. Caldaie fornite dalle congragazioni di Carità. Distribuzione a chiunque si presenti con scodella..." (Milano, 2005, p. 81). Oggi i personaggi che animano...
"Un tempo, i giovani in giro per i villaggi, a recitare pantomime (cfr. Zuccagni Orlandini)" (Milano, 2005, p. 85). "I giovani travestiti vanno in giro pei villaggi ed eseguiscono di tratto in tratto rozzissime pantomime, al termine delle quali ricevono dagli spettatori castagne, vino e formag...
A Valdieri, dopo un'interruzione di circa cinquant'anni, è stata riproposta la maschera dell'orso di paglia di segale. La preparazione del costume è molto elaborata: la paglia di segale viene lavorata fino a formare una lunga treccia che avvolge e riveste completamente la persona, insieme alla co...
Recentemente è stata trovata a Cunico la presenza di una figura vegetale: "Un orso carnevalesco rivestito di foglie di granoturco inumidite e opportunamente arricciate con la stessa tecnica con cui si ottengono i riccioli di burro e gli gnocchi a partire dall'impasto di patate. Un'arricciatura ch...
I festeggiamenti carnevaleschi si aprono la quart'ultima domenica di carnevale con l'investitura della Bela Cosüttera e del Gran Giardiniere (le due maschere locali), che ricevono le chiavi della città e partecipano alla messa nella chiesa di san Giacomo. Quindi il sabato successivo si svolge il...
Le origini della festa risalgono al 1868 quando un gruppo di buontemponi del locale “Circolo del Buon Umore” con l'ausilio dell’Accademia Filarmonica di Castellamonte diede vita alla ancora attuale tradizione del contestato Carnevale del mercoledì delle Ceneri. Attualmente i festeggiamenti dura...
L’ultima sera di Carnevale si accendeva il falò. “I giovanotti, senza dare nell’occhio, ai recavano in un bosco, chiamato ‘San Sidor’ (S. Isidoro) o ‘d’la panatera’ e rubavano quattro tronchi altissimi. Li conficcavano quindi nel luogo prescelto, in modo da delimitare un quadrato di due metri di...
“Il pomeriggio del martedì grasso Zòrs viene issato sopra un carro e portato in giro per le vie del paese; quando giunge un piazza legge il testamento, il consueto documento carnevalesco con cui si passano in rassegna, per burla, tutti i fattacci e gli scandali del paese. La sera Re Zòrs, il gran...
"La sera di Carnevale si fanno anche i 'falò' (è il rogo del Carnevale?) /.../. Un tempo v'erano anche le 'Compagnie dei folli' e la 'Badia' con l'abbà (con cappello stile Luigi XIV, alabarde, ecc... Ora non è più che un ricordo" (Milano, 2005, p. 86). "L'antica badia coi suoi abbà a cappello ...
"A Limone: il 'curel', l'arlecchino, il turco e la turca, il giardiniere e la giardiniera, il dottore, il giustiziere, 'Zandumeni carluvor', 'lu veciu e la vegia', 'l'ampudrur' - testamento di Zandumeni - esecuzione capitale - festa all'albergo" (Milano, 2005, p. 78) "Il 'curel' - il 'turch' ...
A Bellino era tradizione mettere in scena un Carnevale ricco di molteplici personaggi: secondo le cronache locali era una festa davvero spettacolare, ma per lungo tempo non è stato più possibile ammirarla dal vivo poiché era stata sospesa a partire dal 1958, a causa dei costi troppo elevati. La m...
Il Carnevale, che da diversi decenni segue lo stesso canovaccio, prende spunto dal continuo pericolo di furto cui erano soggette le popolazioni canavesane, a partire dalle bande di predoni (barrovieri) del XII secolo fino zingari dei tempi più recenti. I personaggi principali sono: Caraco Pignata...
Nel quartiere Falchera la festa di carnevale si svolge la seconda domenica di quaresima. Nel primo pomeriggio, da via degli Ulivi, davanti alla chiesa parrocchiale Gesù Salvatore, parte la sfilata formata da carri allegorici, gruppi mascherati a piedi, banda musicale, majorettes, sbandieratori, g...
Le machere oleggesi, protagoniste del Carnevale, sono dal 1930 Pirin e Majn, create dal poeta dialettale Pinela, che si rifece alla leggenda del contadino insofferente delle prepotenze del despota Barnabò Visconti e del suo tentativo di avvelenarlo. Il poeta definì dettagliatamente le caratterist...
Il carnevale trae origine dai festeggiamenti della popolazione per la cacciata degli invasori Saraceni, avvenuta nel X secolo. Con il passare dei secoli la festa, riservata ai soli maschi, subì progressive trasformazioni e i giovani iniziarono ad abbellire i vestiti utilizzati nell’occasione co...
I festeggiamenti del carnevale vigezziono non si svolgono ogni anno nello stesso paese. Il gruppo dei fondatori è formato da comitati di diversi paesi della Valle. Druogno, Re, Santa Maria Maggiore, Toceno e Zornasco sono stati i primi a farvene parte, e in un secondo momento si si sono aggregati...