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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Carnevale storico de "J Aboi"

Il carnevale trae origine dai festeggiamenti della popolazione per la cacciata degli invasori Saraceni, avvenuta nel X secolo. Con il passare dei secoli la festa, riservata ai soli maschi, subì progressive trasformazioni e i giovani iniziarono ad abbellire i vestiti utilizzati nell’occasione con nastri colorati; tali abiti venivano conservati di generazione in generazione. Similarmente agli abbà di altri storici carnevali alpini, prendono così forma gli “Aboi”

Fino all’inizio degli anni Cinquanta gruppi di “Aboi” partivano dalla frazione di Chionea, trascorrevano la settimana di carnevale spostandosi lungo i sentieri e le mulattiere di montagna da una borgata all’altra, raccogliendo viveri e vino (trasportati solitamente con un mulo), organizzando balli e scherzi fino alla domenica sera, quando terminava la festa con un grande banchetto, preparato con tutto quanto erano riusciti a radunare.

Negli ultimi anni questa tradizione è stata riproposta per iniziativa dei soci della sezione di Ormea del CAI, nell’ambito del progetto della “Balconata di Ormea”, un sentiero di 40 km che collega tutte le borgate e le frazioni del versante Sud della vallata.

Il sabato pomeriggio il gruppo storico si raduna a Porcirette Sottane, una delle borgata poste sul tracciato della «Balconata di Ormea» e, accompagnandosi con canti e musica, si sposta fino alla frazione di Chionea, dove si mangia e si festeggia fino a notte con balli, canti.

La domenica pomeriggio la festa si sposta nel centro storico di Ormea. Il gruppo dei vari personaggi sfila nella via principale del paese lanciando il grido «J Aboi» e fermandosi ogni tanto per ballare, abbattere ostacoli lasciati lungo la strada dai saraceni in fuga, raccogliere uova, viveri e vino. Il corteo termina sulla piazza dove con alcune brevi rappresentazioni vengono illustrate le tradizioni dei principali personaggi.

La festa termina con l’accensione un grande falò con cui si brucia la torre, simbolo dei saraceni sconfitti, e il ballo in maschera.

ORMEA (CN), Italia
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