La festa della Baìo è lo storico carnevale di Sampeyre che si svolge ogni cinque anni (l’ultima edizione nel 2007) per rievocare la cacciata dei saraceni dalla valle, avvenuta intorno all’anno Mille, grazie all’azione delle milizie popolari. Ascrivere la manifestazione nella categoria dei carneva...
Gli attori della Bahia (Gruppo della Bahia) sono i seguenti: Abbà, Tenente Abbà, Alfiere (portabandiera), 2 Tesorieri, 2 Sergenti, 2 Caporali, 13 o 19 Soldati semplici a seconda dell'occasione, 3 o 6 (a seconda della disponibilità) ragazze che portano un fascio di grano, segale, erba; 4 Portatori...
"Una memoria delle scorrei dei saraceni in valle Varaita si conserva in un pubblico divertimento detto 'la Baja' che, 'ab immemorabili', si fa di quando in quando l'ultima domenica di carnevale nel capoluogo di Casteldelfino. Tra i personaggi che vi prendono parte, se ne contano due detti nel ger...
Il giorno della Candelora in chiesa distribuivano le candele “e il capofamiglia faceva il segno di croce anche sopra le porte, sugli alberi e nelle stalle perché le bestie non venissero malate” (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 64). Le candele benedette alla Candelora venivano usate anche...
Il giorno della Candelora, le donne al mattino andavano a messa e portavano a casa la candela benedetta. La sera il capofamiglia con la candela accesa faceva una croce sulle braccia delle donne e degli uomini, toccando proprio lo pelle perché doveva restare la cera fusa, e pronunciando “Nel nome ...
In occasione della festa che celebra la purificazione di Maria (Candelora), quaranta giorni dopo il parto, il rito principale “è la benedizione dei ceri (benedisiun dër candèir-e). […] Il giorno della Candelora ci si recava in chiesa a prendere i ceri benedetti, custodendoli nelle proprie case co...
Fino a pochi anni fa gli abitanti di San Martino erano soliti organizzare, nel giorno di Pasqua, il gioco della cavilholo, gioco che parrebbe di antica origine. Il gioco consisteva in una gara tra due squadre di ugual numero di concorrenti, arbitrata da un capo gioco. Nel passato c'era in palio ...
"Domenica Palme - breve processione delle Palme intorno alla chiesa Giovedì santo - chierichetti a chiamar gente - le 'massere' che recitano il 'Passio' - i ragazzi che fan le 'tnebre' - spettacolo notturno, processione, illuminazione - guardie nazionali - la lavanda dei piedi - 'Coena Domini' d...
Il giorno di Capodanno vi era la consuetudine delle “strenne, che i ragazzi chiedevano andando a cantare di casa in casa (ra stren-a). […] Le comitive di ragazzi giravano cantando: Bun di, buna n Cha en deija ra stren-a Chë arè ‘r prim di dr’ an… Buondi, buon anno – mi dia la strenna – che è ...
“Il giorno di capodanno i bambini, con una borsetta di stoffa, passavano di casa in casa a chiedere la strenna. Ricevevano noci, nocciole, focaccie a forma di galletti e di bambole o le oblate” (Brandone, 1984, p. 139). Durante la questua veniva cantata la filastrocca: Bundì, bundì deme la str...
A capodanno i bambini e i ragazzi si recavano in ogni casa del borgo a portare il saluto e l’augurio del nuovo anno, recitando la “Bun dì, buna n, dene la stren’a, c’à l’è el prim dì d’lan” (buon giorno, buon anno, offriteci la strenna che è il primo giorno dell’anno) “Le famiglie, al mattino, ...
A Capodanno nella frazione Chiandusseglio i bambini andavano di casa in casa a chiedere la strenna e recitavano la filastrocca, di cui esistono versioni più recenti in piemontese e non più in ‘patois’, come: ‘Bon dì, bon dì, bon ann: demi la streina dë l prim dì dl’ann’ (Buongiorno, buon giorno, ...
Il giorno di Capodanno i bambini si recano di casa in casa, questuando e “dicevano ‘Bon ann, bon ann, a n’à donà dë strèina?’ (Buon anno, buon anno, avete da donarmi la strenna)” (Bosio, Tosin, 2005, p. 71). Dato che nella zona “i castagni faticavano a crescere e non fruttificavano più, al posto ...
Il giorno di Capodanno i bambini si recano in gruppo, di casa in casa, a fare gli auguri e ricevono in cambio la “strina” (strenna), costituita in genere la dolci.
Nella frazione Marcorengo (comune autonomo fino al 1928) a Capodanno i bambini “appena alzati correvano dai vicini o dai nonni a chiedere la strenna e, bussando alle porte, gridava ad alta voce: ‘Bundì, bundì, dene la strena a mi’. Le donne che già lo sapevano aprivano e donavano loro noci, nocci...
A Capodanno i bambini giravano di casa in casa a chiedere la strenna e cantavano: “Bon dì, bon d’, de ‘na stren-a a mi L’an è neuv, deme ‘n colomb” ((Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 221). Ai bambini venivano offerti “dei soldi un arancio, delle mele, delle nocciole” (Benaduce, De B...
A Capodanno quando i bambini passavano nelle case a chiedere la strenna veniva loro dato “un grosso torcetto in cui era incastonato un uovo” (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 221).
I ragazzi del paese la mattina di Capodanno passavano da una casa all’altra per augurare buon anno e chiedere qualche dono, ricevendo solitamente marroni o nocciole, più raramente monete. Nell’occasione cantavano: “Bundì bindì bun ann, denni la stren- a par tutt l’ann, demne una due, demme cent...
La mattina di Capodanno i ragazzi del paese passavano di casa in casa augurando buon anno e cantava il ritornello “Bundì bundì a vui, denni in po’ da stren’a a nui” (Scarzella, Scarzella, 1983, p. 68). In cambio ricevevano frutta secca o, più raramente, qualche moneta.
A Capodanno i bambini andavano in giro per il paese a chiedere la strenna e ricevevano in dono dolci a forma di pupazzo preparati con la pasta del pane, (cfr. Maiocco, s.d., p. 195).