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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

La badia

Gli attori della Bahia (Gruppo della Bahia) sono i seguenti: Abbà, Tenente Abbà, Alfiere (portabandiera), 2 Tesorieri, 2 Sergenti, 2 Caporali, 13 o 19 Soldati semplici a seconda dell'occasione, 3 o 6 (a seconda della disponibilità) ragazze che portano un fascio di grano, segale, erba; 4 Portatori della statua di San Giuliano, 4 portatori di ricambio. I costumi utilizzati consistono in una feluca con pennacchio, giubba nera a coda di rondine, calzoni corti stretti al ginocchio da nastri multicolori, guanti bianchi, calze bianche, scarpe basse ornate di larghe fibbie d'argento. I personaggi sono così abbigliati:

- Abbà o comandante in capo: armato di sciabola, vistosi galloni dorati alle maniche, bandoliera ricamata in seta ed oro;

- Tenente Abbà: armato di sciabola, bandoliera, galloni alle maniche;

- Portastendardo: grande stendardo municipale, galloni alle maniche.

Le azioni che si susseguono sono:

- 1° Giorno: 1) incontro gruppo della Bahia c/o la chiesa della Madonna del Roccassio; 2) corteo verso la piazza del paese;

3) saluto con il Sindaco; 4) corteo processionale verso la Chiesa Parrocchiale di S. Giuliano; 5) ingresso nella

chiesa; 6) saluto alla statua del Santo e disposizione a schema.

- 2° Giorno: 1) celebrazione S.Messa; 2) processione della Bahia con la statua del Santo e Reliquia; 3) rientro in chiesa;

4) benedizione dei bambini; 5) bacio della Reliquia; 6) uscita dalla chiesa in corteo processionale per

raggiungere la piazza del paese; 7) deposizione della Corona ai Caduti; 8) saluto della popolazione alla Bahia.

Cronologia della festa: il gruppo della Bahia si incontra nella chiesa della Madonna del Roccassio, da dove inizierà la processione. Verso le 10,30 il gruppo della Bahia esce processionalmente a ritmo di marcia militare e si avvia verso la piazza del paese dov'è situato il palazzo municipale. Qui, disposti in schieramento prestabilito, il gruppo della Bahia s'incontra con il Sindaco di Sambuco e, avvenuti i saluti, s'incamminano verso la chiesa parrocchiale di San Giuliano. Il percorso attraversa le vie del paese, giungendo al punto della statale che indica il confine del territorio tra Sambuco e Pietraporzio. Si giunge alla chiesa di San Giuliano ed, entrati, il gruppo della Bahia saluta la statua del Santo con inchino e successivamente, mentre i personaggi più importanti si collocano nello spazio del presbiterio vicino all'altare, gli altri si dispongono in corrispondenza dei banchi. Infine si celebra la Messa Solenne. Il giorno dopo partecipano, oltre alla popolazione di Sambuco, molte autorità della valle e valligiani e, a conclusione della celebrazione della Messa e allo scampanio delle campane, avviene la processione della Bahia con la statua di San Giuliano e della Reliquia.

L'uscita dalla chiesa è determinato da un ordine preciso: apre la Croce processuale con i 2 Sergenti, i 2 Caporali, le 3 ragazze con i mazzi di erba-segale-grano, i chierichetti, il sacerdote con la Reliquia, l'Abbà, il Tenente Abbà, la statua del Santo, tutte le autorità civili, i componenti restanti dell'Abbadia, la popolazione. Particolarmente suggestivo e toccante è il percorso processionale nei campi attorno alla chiesa di San Giuliano, accompagnato dal canto della lode dedicata al Santo.

Al termine della processione nei campi si rientra in chiesa, dove avvengono altri due momenti toccanti della festa: la benedizione dei bambini ed il bacio della Reliquia. A conclusione della cerimonia, la Bahia si avvia alla piazza del paese, scandendo il passo militare e seguita dalla gente. In piazza viene deposta la Corona ai Caduti e la festa si conclude con il saluto alla popolazione presente (cfr. Nicoletti, Guerrini, 2004-2005, pp. 6-7).

"L'abbaia, usanza comune in molti paesi di montagna, come Limone ed altri, viene caratterizzata nel nostro paese per la raccolta del pane. Dopo pranzo i giovani dell'abbaia accompagnati dalla musica, passano davanti ad ogni casa gridando evviva al nome della famiglia. Allora esce una ragazza della famiglia con in mano un pane fatto a bella posta in un modo speciale e poi guarnito di fiori. Questo pane viene dato al giovane che è più prossimo parente della famiglia. Il giovane infila il pane sulla punta della lancia quindi ringrazia e fa auguri e complimenti ai donatori, mentre l'abbà (il capo) s'obbliga anche lui di onorare con la sua presenza e con una stretta di mano tutti i membri della casa. E così si fa per tutte le famiglie del paese" (Milano, 2005, p. 133).

"....allora un membro della famiglia, preferibilmente una ragazza, se v'è, dona al giovane più prossimo parente della famiglia un pane guarnito di fiori, pane appositamente preparato, chiamato 'colombo', e che, dal giovane che lo riceve viene infilato sulla punta dell'alabarda" (Milano, 2005, p. 133).

"... la sua attività si riduce oggi ad una festa annuale che non ha quasi più nulla delel intemperanti e frenetiche baldorie dei 'folli' di altri tempi. Vestiti di un'elegante uniforme - feluca nera con pennacchio rosso e turchino e coccarde tricolori, giubba nera a coda di rondine, camicia insaldata e cravatta bianca, calzoni pure neri, legati al ginocchio con nastri di seta intrecciati a vari tinte, calze lunghe, bianche e traforate, con larghe fibbie d'argento - fieramente armati di alabarde, guidati dall'Abbà e dal 'tenent-abbà' comandante in seconda, che in segno del loro grado portano una fascia dorata a guisa di bandoliera e ricami sul braccio impugnando scintillanti spade, preceduti dall'alfiere che reca la serica immensa bandiera dell'associazione, i membri della 'badia' di sambuco altro più non fanno che assistere alle funzioni religiose in onore di san Giuliano, patrono del paese - tra le quali più attraente è la solenne grandiosa processione per le vie gremite di spettatori - dandosi poi buon tempo col visitare le singole case da cui ricevono vino e confetti e il dono di rito, cioè un pane detto 'colombo', che i miti guerrieri infilano nelle alabarde. A sera consumano un banchetto; e tutto il loro spirito ribelle si manifesta, per quella sera, nella ribellione .... contro l'acqua, alla quale.... preferiscono il vino" (Milano, 2001, p. 276).

"...la badia di Sambuco conserva però l'antica veste esteriore: i suoi membri, in un'elegante uniforme tuttacoccarde, nastri, pennacchi, portando alaberde e stendardo, sotto la guida d'un abbà, non fanno più altro che assistere alle funzioni religiose, dopo le quali si danno buon tempo e girano pel paese a raccoglier doni, infilando nelle alabarde dei grossi pani, che costituiscono il dono di rito" (Milano, 2001, p. 284).

(CN), Italia
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