Derivata da un'antica tradizione pagana legata alla fertilità, il primo maggio si usava piantare il mai, una bella pianta che veniva cercata nei boschi circostanti il paese, tagliata e portata nel cortile di una cascina veniva addobbata con fiori. Tutte le domeniche del mese la gente si riuniva e...
“Nella prima domenica di maggio di ogni anno in questo villaggio vi è una graziosa usanza, che di dice cantar maggio, cioè cantare la festa della natura che colla dolcezza del cielo riveste dei suoi ornamenti la terra rendendole la giovinezza, spiegando gioconda la polpa delle sue bellezze fioren...
Il calzoncello di Melfi è un prodotto da forno e in particolare un biscotto di piccole dimensioni prodotto esclusivamente nella città di Melfi. I calzoncelli compaiono nel periodo natalizio sulla tavola melfitana e sono il dolce tipico della città. Si tratta di una sfoglia sottilissima di un impa...
“Sul finire della Quaresima e durante la Settimana Santa era usanza nelle nostre campagne formare brigate di giovani, guidate da uno di essi vestito da frate […], che portava un cesto (na cavagna) per raccogliere le offerte. Alla sera andavano in giro, di cascina in cascina, a porgere gli auguri ...
Nel periodo carnevalesco gruppi di giovani andavano a cantare Martina: “si presentavano innanzi alle stalle in cui c’erano (o si riunivano) ragazze da marito e incominciavano dal cortile (dar’èra) a cantare Martina. Con formule rituali chiedevano di essere ammessi nella stalla e offrivano un dono...
Nella frazione Laietto durante il Carnevale “si usava fare una serenata, la cosiddetta ‘Martina’ a tutte le ragazze del luogo, serenata che si ripeteva per ogni sera della settimana, tranne che il venerdì grasso. Ogni giovane alla fine poteva dire di essere stata corteggiata” (Ruggiero, 1970, p. ...
“Martina è una canzone con domande e risposte, che andavano a cantare a modo di serenata dinanzi a qualche abitazione, e da dentro rispondevano. Quest’usanza sembra che sai derivata dal contrasto fra la suocera e la nuora che abbia abbandonata la casa maritale, ma poi volendo farvi ritorno suppl...
La festa di santa Martina Vergine e Martire cadeva a fine gennaio nel periodo conosciuto come "i giorni della merla" che rappresentavano il periodo freddo dell'inverno. Cantare Martina voleva dire festeggiare la fine del periodo più duro dell'inverno. Dalla fine di gennaio fino alla fine di Carne...
La carchiola è un pane tradizionale lucano che per molto tempo ha rappresentato la base dell’alimentazione delle famiglie contadine. Si tratta di un prodotto definito “povero” dato che si tratta di un pane non lievitato e a base di mais. La preparazione della carchiola era un compito svolto dalle...
Carina Raso Biancardi ci parla della canna da zucchero e dei suoi vari utilizzi in Brasile, tra cui la produzione di alcool ma soprattutto della “rapadura” e di come è utilizzata dalla comunità locale. C’è una grande differenza tra lo zucchero bianco e la Rapadura che è ricca di fibre, ferro e ...
Intervistata nel 2011, Carla Meriggio racconta e mostra le fasi di preparazione dei ravioli del plin, prodotto tipico della zona delle Langhe (Belvedere Langhe, Murazzano, Marsaglia, ecc.). I ravioli del plin richiedono una lunga lavorazione: "Siamo donne di Langa, amiamo le abitudini e portiamo ...
Il Carnevale inizia tradizionalmente il giorno dell’Epifania, con la sfilata della Veggia Pasquetta, la madre di Marcantonio. Il corteo parte da via Rossi e attraversa le vie del centro, fino in piazza Vittorio, dove avviene il processo (incentrato sul fatto che il Vecchio Bacucco, marito della V...
A Demonte l’orso è apparso ancora negli anni Cinquanta. La pratica cerimoniale era simile a quella di Valdieri così come era uguale la vestizione: “L’individuo prescelto si trasformava in Orso grazie ad un lunghissimo legaccio (n’ elyàm) di paglia ritorta, come quello che si usava per annodare i...
A Marmora, comune della Val Maira, un tempo era usanza comune, durante il periodo carnevalesco, oltre alla presenza delle solite maschere, fare 'l'Arburin', che consisteva nel decorare un albero con nastri di vario colore e nascondere al suo interno la Sposa; lo Sposo doveva poi trovarla (Bertone...
Maschere tipiche del Carnevale di Mezzenile erano il vecchio e la vecchia; “essi, a volte, portavano sulle spalle, come una portantina, una culla. Altri personaggi tipici di questo Carnevale erano gli sposi che potevano essere rappresentati indifferentemente da due uomini o due donne e il soldat...
Sino all’inizio del Novecento durante uno degli ultimi giorni di carnevale c’era l’usanza di tagliare la testa al tacchino (‘biru’): “Ciò accadeva nel ‘prà dal pus’ verso il ‘navili’ (canale Gazelli). Il tacchino legato alle gambe, veniva messo in una buca, da cui uscivano solo la testa e il coll...
“I giovinastri di Lemie, durante il periodo carnevalesco, giravano il paese con le campane delle mucche o delle capre, producendo un fragoroso scampanio. L’ultimo giorno di Carnevale i ‘mascradaj’, cioè i giovani del posto travestiti, salivano su un ‘birocc’ addobbato con ‘rame, bindej e ciòche’...
Nel 1987 è nata, per iniziativa di un gruppo di giovani, una manifestazione carnevalesca in cui viene ricordati un episodio storico del 1193: la nomina da parte di Arduino, vescovo di Torino, di un castellano per il Castelvecchio di Testona, per proteggere la popolazione. “Nella manifestazione ...
Il tempo di Carnevale considera un periodo che va dall'Epifania al Triduo pasquale. Le feste del Carnevale nella settimana grassa, mercoledì delle Ceneri e Quaresima sono variabili in quanto determinate a ritroso della Pasqua, la cui datazione nel calendario liturgico dipende dalla luna. La Pasqu...
L'inizio del Carnevale si colloca intorno al 17 gennaio. Al centro del Carnevale recettese ci sono i coscritti (in passato i giovani che avevano superato la visita di leva, oggi in generale i ragazzi intorno ai 19 anni) e la fagiolata del lunedì grasso (al lündas ad Carlué). I coscritti (o fasulà...