Feste popolari
Cantare Martina
Nel periodo carnevalesco gruppi di giovani andavano a cantare Martina: “si presentavano innanzi alle stalle in cui c’erano (o si riunivano) ragazze da marito e incominciavano dal cortile (dar’èra) a cantare Martina. Con formule rituali chiedevano di essere ammessi nella stalla e offrivano un dono (un mazzolino di fiori, un fazzoletto). Chi stava nella stalla rispondeva strofa per strofa cercando anche di prolungare la permanenza al freddo dei postulanti. Infatti, di solito, prima rispondevano i bambini cui i postulanti erano tenuti ugualmente a rispondere e solo in un secondo tempo cominciavano le ragazze. Solitamente erano usati più schemi, sia testuali che musicali, e questi schemi venivano introdotti da chi stava nella stalla, a sorpresa, nel corso del canto, per confondere quelli che stavano fuori, i quali se sbagliavano dovevano ricominciare da capo” (De Pizzol, 1981, pp. 89-90).