Feste popolari
Carnevale
A Demonte l’orso è apparso ancora negli anni Cinquanta. La pratica cerimoniale era simile a quella di Valdieri così come era uguale la vestizione: “L’individuo prescelto si trasformava in Orso grazie ad un lunghissimo legaccio (n’ elyàm) di paglia ritorta, come quello che si usava per annodare i covoni della segale, con la differenza che alla prima paglia se ne aggiungeva altra e poi altra ancora (juntaven sémpe juntaven sémpe). Una interminabile ‘corda’ di paglia (analoga pure a quella che si usava fare per impagliare le sedie) avvolgeva dunque l’attore (fazìën virà), in senso orario, in modo tale da conferirgli adeguato volume trasformandolo in un enorme payasu… E sempre con un legaccio di paglia si modellava la coda. Soltanto le gambe e la testa dell’attore rimanevano parzialmente libere ma il capo doveva essere coperto da pelli per conferirgli un aspetto animalesco” (Ottonelli, 2003, p. 30).