Le iniziative inerenti il Gran Carnevale di Candelo che si ripetono ogni anno sono: - il Carnevale dei ragazzi; - la Fiaccolata storica; - la rievocazione storica della contesa dei Candelesi con Sebastiano Ferrero; - la consegna delle chiavi della città e dichiarazione di apertura del carnev...
Il Carnevale veniva festeggiato una domenica pomeriggio con la distribuzione di polenta con salciccia, bugie e vino, giochi per i bambini e intrattenimenti musicali.
I festeggiamenti carnevaleschi, programmati la prima domenica di Quaresima, vogliono rappresentare un’occasione per promuovere i prodotti enogastronomici locali, i ravioli e la barbera, richiamati nel sottotitolo della manifestazione. Nel pomeriggio è in programma nelle vie del paese la sfilat...
Nella frazione Arzello l’ultima domenica di Carnevale nel pomeriggio si svolge la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati a piedi, che attraversa la via principale della frazione e si conclude davanti alla sede delle Pro Loco. La sfilata è accompagnata dalla battaglia di coriandoli. Dura...
I festeggiamenti del Grande Carnevale, nato, nell’attuale formula, nel 1985, si svolgono in avanzata Quaresima. Il sabato sera dal balcone del municipio vengono presentati i personaggi storici del conte Lasbianca e della Bela Saulera. Seguono la distribuzione di vin brulé, la fiaccolata per le v...
L’ultimo sabato di Carnevale si svolgeva il rituale della barba. Gli attori erano due: il barbiere e il cliente che veniva rasato. Andavano nelle stalle e facevano la barba con un lungo rasoio di legno, davanti a un grande setaccio che fungeva da specchio, parlando in modo comico, suscitando le ...
“A Cannobio, nel Carnevale ambrosiano, si festeggiano i Magnan, i calderai riparatori di pentole, altrove chiamati Magnin. Questi ragazzi, dalle facce sempre sporche di nerofumo, erano considerati, un tempo, dei portafortuna e, attorno a loro, si faceva festa. Oggi, a Carnevale, i cannobini, con ...
Nel periodo carnevalesco i Magnin (i calderai) “dipingono di nerofumo il viso delle persone che incontrano” (Gallo Pecca, 1987, p. 171).
“Protagonisti del Carnevale sono i ragazzi, travestiti da Magnin (calderai). […] I ragazzi bussavano alle varie porte per offrire canzoni, in cambio di pane e salame e vino novello. Questa antica tradizione si chiama ‘bate la ciapeta’ […] All’alba, quando i ragazzi sono stanchi, qualcuno s’incari...
L’ultimo venerdì di Carnevale i diciottenni del paese praticavano il rituale dei 'Magnin' (calderai), che rappresentava “per essi come la consacrazione alla virilità” (Brosio, 1961, p. 30). Quel giorno “annerite le faccie e le mani, indossati vecchi vestiti, armati di bastoni e di lamiera, i giov...
Nel periodo di Carnevale i diciannovenni del paese praticavano il rituale dei Ciavrin (figure corrispondenti ai Magnin), che si svolgeva in fasi distinte: la sceneggiata della riparazione del pentolame, la questua, la potentata. “I magnin entravano nei cortili e nelle stalle annunciandosi con il...
Nel periodo di Carnevale, in frazione Madonna dell’Olmetto ad interpretare il ruolo dei 'Magnin' (i calderai), erano sia i giovani che i meno giovani. La sceneggiata, analogamente ad altre località della Val Rilate, si svolgeva in due fasi distinte: la sceneggiata della riparazione del pentolame...
Durante il Carnevale i diciottenni del paese praticavano la messinscena dei Magnin, girando per le case, battendo le pentole e chiedendo cibo e vino. Con quanto raccolto durante la questua, il martedì grasso cuocevano la polenta, che “veniva rovesciata su un tavolo posto su un carro e quindi, con...
L’ultimo giorno di Carnevale i ragazzi del paese praticavano il rituale dei 'Magnin' (i calderai). Andavano in giro nelle case, mascherati da stagnari, percuotendo tegami e chiedendo in dono uova o altro.
A Rifreddo, fino agli anni sessanta era molto sentito dall’intera popolazione il periodo carnevalesco, infatti era abitudine festeggiare facendo 'i Magnin'. Lo scopo era quello di rappresentare in forma burlesca e scherzosa il diffuso mestiere del calderaio o stagnino, cioè l’individuo che aveva ...
"La madre dei mesi (un uomo mascherato) si presenta per prima dicendo: 'Io tengo dodici figliuoli, metà bianchi e metà neri. Chi non vuol credere li porto alla prova'. E un dopo l'altro si avanzavano i singoli mesi che recitavano pochi versi enumeranti le loro qualità rispettive e poi andavano a ...
"Il carnevale era molto vissuto a Valdieri e la popolazione usava molto mascherarsi. I "Frà" erano abbigliati pressapoco come frati. Passavano di stalla in stalla recitando "epistole" sarcastiche, canzonando le persone su fatti personali naturalmente esagerati o addirittura inventati, ma non tutt...
Durante il carnevale “gruppi di giovani e di ragazzini andavano di stalla in stalla, di borgata in borgata, camuffati con fantasia (y ervesti) cantando e recitando ‘I mesi’, ‘ra cansun busiarda’ (la canzone bugiarda legata al mondo alla rovescia dei rituali carnevaleschi)” (De Pizzol, 1981, p. 87).
"In Carnevale, con musica, in giro per le borgate. Gennaio con la chiave; Febbraio, il più piccolo, vestito da Arlecchino; Marzo, un frate; Aprile e Maggio con fiori; Giugno con grano; Luglio, Agosto, Settembre con una bottiglia di vino /.../. Dicembre, mantello carico di neve" (Milano, 2005, p. ...
Durante il periodo di Carnevale si svolgeva la rappresentazione dei mesi e delle stagioni, “solitamente più semplice dei altri generi locali, perché meno curata nei costumi e nella coreografia. Ogni attore-cantante si abbigliava adeguatamente in modo da rappresentare gennaio, febbraio… oppure la ...