Feste popolari
I Frati
"Il carnevale era molto vissuto a Valdieri e la popolazione usava molto mascherarsi. I "Frà" erano abbigliati pressapoco come frati. Passavano di stalla in stalla recitando "epistole" sarcastiche, canzonando le persone su fatti personali naturalmente esagerati o addirittura inventati, ma non tutti accettavano di buon gradi questo genere di scherzo. La maggior parte della popolazione accettava la satira volentieri, partecipando alla questua di carnevale che i frati raccoglievano. La festa carnevalesca durava uno o due giorni" (Nicoletti, 2004-2005, pag. 17).
"Camuffati da frati eremiti, all'epoca del carnevale, una comitiva s'aggira per le stalle e le osterie, e due della brigata, scimiottando il canto e le cerimonie del diacono e del suddiacono nella messa solenne, canto e declamano la
'Lectio libri epistolarum:
Ho visto Borgo e i suoi avvocati - saccenti
I folli di Roccavione - gozzuti
I ladruncoli di Roaschia - pastori ladri
I mangia nodi di Andonno - fabbricanti tela
I bugiardi di Valdieri - impostori volubili
I litiganti di Entraque - attaccabrighe
I rozzi di Sant'Anna - 'grussiers'
ritraenti il vero carattere degli abitanti della valle Gesso (Milano, 2005, p. 91).
Il carnevale a Valdieri era un tempo molto complesso e comprendeva: "pubblica gnoccolata - elezione degli Abbà - taglio della testa d'un gallo o di un gatto - testamento del Carnevale - arriva la Queresima" (Milano, 2005, p. 79).